Dalla Shoah alle case famiglia, dai migranti ai preti di strada la rassegna dei «doc» al Ridotto del Masini

Faenza | 27 Gennaio 2019 Cultura
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Federico Savini
Sono gli ultimi i veri protagonisti della quarta stagione de «Il Cinema della Verità», rassegna di docu-film ormai entrata a pieno titolo nella programmazione teatrale faentina (si tiene al Ridotto del Masini), e ancora più degli ultimi, il riflesso a cui puntano queste sette proiezioni è quello di risvegliare gli spettatori da quella «paralisi dell’anima - parole del vicesindaco faentino Massimo Isola - che sta portando la paura a vincere sulla coscienza, la chiusura a prevalere sulla solidarietà. Per questo questa rassegna non è solo bella, ma proprio necessaria».
Nato dalla collaborazione fra Accademia Perdura e il cineclub Il Raggio Verde, con il sostegno di Comune e Regione e poi il coinvolgimento di CinemainCentro, Cinema Europa, Der e Cultura Popolare, «Il Cinema della Verità» partirà eccezionalmente di domenica, il 27 gennaio alle 21 (l’ingresso è sempre gratuito) con Pentcho di Stefano Cattini, che celebra il Giorno della Memoria raccontando una vicenda poco nota della Seconda Guerra Mondiale, con un battello carico di 500 ebrei intercettato sul Danubio da una nave che issa la bandiera italiana, ma il finale dell’episodio è tutto da scoprire e non privo di agganci alla nostra attualità.
L’evento più atteso della rassegna è probabilmente la proiezione, mercoledì 6 febbraio in anteprima dopo il debutto a Roma alla presenza del Presidente Mattarella, di Solo cose belle, il film di Kristin Gifreda di Coffeetime e Sunset Produzioni dedicato alle case famiglia dell’associazione Giovanni Paolo XXIII. «Tecnicamente un film di fiction, che però è intriso di realtà da cima a fondo», come ha ricordato Ruggero Sintoni di Accademia Perduta, che ha curato il casting per il film.  «L’associazione di Don Benzi con le sue case famiglia è un patrimonio dell’umanità - ha aggiunto Sintoni -. Merita molto più che semplice rispetto chi sceglie di dedicare la propria vita agli altri, aprendo le case di famiglie normali a tutte quelle persone che vengono rifiutate dalla grande parte della società. Questa è la solidarietà vera e il film la racconta senza sconti, con poesia e commozione certo, ma anche con tutti quei momenti, reali, che non sono certo idilliaci. Siamo orgogliosi di proiettare questo film».
Il 20 febbraio toccherà a Isis, tomorrow di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi, intelligente docu-film di guerra perché racconta ciò che lascia un conflitto in un territorio, nella fattispecie una generazione di bambini combattenti. Il 6 marzo ci si trasferisce al cinema Europa dove sarà proiettato Luci sulla frontiera di Ilaria Urbani, appassionato racconto (con la voce di Roberto Saviano) della quotidianità di cinque coraggiosi preti di strada a Napoli. Il 20 marzo toccherà all’originale Arrivederci Saigon di Wilma Labate, curiosissima vicenda di una rock band di ragazze toscane che nel ’68 riuscirono ad imbarcarsi in un improbabile tour mondiale, per esibirsi nel bel mezzo della guerra del Vietnam…
L’immigrazione nel Mediterraneo e in particolare i problemi legati al programma di salvataggio europeo dei profughi saranno al centro di Iuventa di Michele Cinque, documentario raccontato dal punto di vista dell’Ong Jugend Rettel, mentre a chiudere la rassegna il 17 aprile sarà I Villani che Daniele De Michele ha dedicato alla cucina popolare italiana ma non dalla consueta ottica dei cuochi, bensì degli agricoltori, tuttora vittime di pregiudizi e invece artefici primi del patrimonio della nostra gastronomia.

 
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