Settesere 30 anni, il sindaco di Faenza Massimo Isola: «Autentico presidio di democrazia e sentinella del territorio, per me anche una grande palestra di crescita»

Massimo Isola* - Gentile direttore, Settesere festeggia i suoi primi trent’anni di attività, non solo un traguardo temporale, ma il segno del profondo legame con la nostra comunità. Per un amministratore, celebrare l’anniversario di una testata giornalistica come Settesere significa riconoscerne il valore di presidio di democrazia e libertà, qual è l’informazione. Per me poi significa tornare alle radici di una passione che ha segnato l’inizio del mio percorso professionale. Ricordo bene i giorni durante i quali mi muovevo nella redazione di questa testata sotto il direttore di allora, Claudio Caprara, una redazione fatta di professionisti, ma soprattutto grandi appassionati di giornalismo. Era un’epoca nella quale i giornali erano ancora solo cartacei e internet era ancora di là da venire con la sua rivoluzione, anche nel mondo dell’informazione. Lavorare in quella redazione significava approfondire, entrare a contatto con la realtà degli avvenimenti, scavare, confrontarsi e conoscere bene gli argomenti; per me è stata una grande palestra di vita. Settesere è stata la mia scuola; lì ho compreso che l’informazione di prossimità è il vero tessuto connettivo di una società. In un momento storico segnato da una crisi profonda dell’editoria, dove la velocità del digitale, ora con l’uso indiscriminato dell’intelligenza artificiale che sì aiuta, ma tende ad appiattire i contenuti creando testi sempre troppo simili a sé stessi, che spesso sacrificano l’approfondimento e dove molte testate cartacee sono costrette alla resa, vedere Settesere festeggiare tre decenni di attività è un segnale molto positivo e di speranza. È la dimostrazione che, nonostante il paradigma, e spesso lo stesso vocabolario dell’informazione, sia radicalmente mutato, esiste ancora una «fedeltà alla carta» che non è nostalgia, ma scelta di qualità. Scrivere per la «carta stampata» impone un tempo diverso, il tempo della riflessione, della verifica, dell’analisi, del contatto diretto con la comunità, elementi che portano poi ad arricchire e a rimanere nel tempo. La scelta dei lettori, che continuano a scegliere di sfogliare con curiosità e attesa l’uscita del venerdì di Settesere, testimonia la fiducia in un giornalismo che ha saputo farsi punto di riferimento, restando autorevole in mezzo a un turbinio di notizie non verificate che ci scorrono, spesso ci invadono, gli schermi degli smartphone. In questi trent’anni, Settesere ha saputo raccontare le trasformazioni di Faenza e del suo comprensorio, le sfide vinte, le ferite delle emergenze e la forza della ripartenza, diventando un archivio vivente della nostra identità collettiva. Un punto di riferimento anche per noi amministratori. Ai giornalisti, all’editore e a tutta la redazione, che ogni giorno continuano a credere nella fondamentale missione civile di informare, va il mio ringraziamento più sincero. Siete stati, e continuate a essere, sentinella del territorio. Il mio augurio è che questo trentesimo compleanno sia solo una tappa di un viaggio ancora lungo, mantenendo sempre quella curiosità e quel rigore che, trent’anni fa come oggi, rendono Settesere una delle voci indispensabili per la nostra città e la nostra crescita. Buon compleanno, e grazie per continuare a scrivere la nostra storia.
*Sindaco di Faenza