Settesere 30 anni, il presidente Odg E-R Ramunno: «Buon giornalismo e informazione di prossimità, una cooperativa indipendente con al centro i lettori»

Silvestro Ramunno* - Che valore hanno trent’anni di buona informazione per la comunità? È la prima domanda che mi sono fatto per il compleanno di Settesere, che da un po’ di anni è Setteserequi ed è più romagnolo di prima. La risposta è: tanto! Buon giornalismo e libera informazione sono necessari alla formazione di cittadini consapevoli, alla creazione di comunità mature e partecipi, alla coesione sociale e al riconoscersi come persone libere. Guardo a questo anniversario con gratitudine e con la consapevolezza del ruolo determinante che l’informazione locale continua a svolgere.
In un’epoca dominata dal flusso incessante delle notizie, dalla frammentazione e dal prevalere di logiche di intrattenimento, il giornalismo di prossimità resta uno dei presìdi della democrazia. Settesere ha saputo raccontare la Romagna come centro vitale di storie, relazioni, criticità e opportunità. È qui che si costruisce il rapporto di fiducia tra cittadini e informazione: nella capacità di dare voce a chi altrimenti resterebbe invisibile, di rendere comprensibili le decisioni pubbliche, di contribuire a un’identità collettiva più consapevole. Questo valore non può prescindere dalla qualità del giornalismo professionale. Verifica delle fonti, rispetto delle regole deontologiche, responsabilità verso il pubblico: principi che Settesere ha dimostrato di saper interpretare con rigore e continuità.
In un tempo segnato da disinformazione e polarizzazione, il radicamento territoriale e la serietà del metodo giornalistico rappresentano un antidoto indispensabile. Significativo è il modello editoriale della testata: una cooperativa di giornalisti indipendenti. Essere editori di sé stessi significa mettere al centro la notizia e il lettore, preservando autonomia e pluralismo. In un mercato sempre più concentrato, esperienze come questa costituiscono un presidio di libertà e un esempio concreto di partecipazione e responsabilità condivisa. Ma la libertà ha un costo, e l’editoria locale attraversa oggi una fase di trasformazione complessa. Per questo è necessario un sostegno convinto, che non sia mero sussidio, ma investimento strategico in un servizio essenziale, nella qualità della democrazia.
Un investimento su di noi! Settesere è un patrimonio del territorio. A chi ogni giorno contribuisce a realizzarlo va il nostro grazie. L’augurio è che questi primi trent’anni siano solo una tappa di un percorso ancora lungo. Ad maiora!
*Presidente Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna