Scuole aperte dal 31 agosto in E-R, i Comuni tramite l'Anci chiedono chiarezza sulle risorse

Emilia Romagna | 03 Giugno 2026 Cronaca
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Continua a far discutere, in Emilia-Romagna, il progetto della Regione di aprire le scuole elementari dal 31 agosto, due settimane prima dell'inizio della scuola, per organizzare attività sportive, culturali e ricreative per venire incontro alle esigenze delle famiglie.
    Dopo l'attacco degli operatori del turismo che hanno criticato il provvedimento temendo ripercussioni sulle presenze nelle località balneari, adesso sono i Comuni ad esprimere perplessità: l'Anci, come scrive l'Ansa, ha inviato una lunga lettera all'assessora Isabella Conti.
    Nella lettera, pur condividendo il senso dell'iniziativa, i Comuni espongono una serie di criticità. La prima riguarda i tempi: l'assegnazione delle risorse tra fine luglio e inizio agosto lascerebbe ai Comuni poche settimane per organizzare il servizio, e Anci chiede che le procedure si chiudano entro giugno. L'apertura dei plessi a inizio settembre si sovrappone poi al Piano Estate del ministero, già attivo in molti istituti nello stesso periodo, con il rischio di duplicare i servizi sullo stesso target, e i dirigenti scolastici potrebbero negare la concessione dei locali. L'associazione dei Comuni chiede il coinvolgimento formale dell'Ufficio scolastico regionale.
    Anci segnala anche il rischio di disparità, sia perché sono coinvolti 42 comuni, sia perché la sperimentazione riguarda solo la fasica 6-11 anni. I Comuni, avverte Anci, hanno già pianificato e contrattualizzato l'offerta estiva fino al 15 settembre con terzo settore, parrocchie e polisportive: un innesto tardivo rischia di alterare un sistema già funzionante. Da qui la richiesta di poter usare le risorse anche per abbattere le rette dei servizi già programmati. L'affondo più duro è sulle priorità di bilancio: i costi per l'assistenza agli alunni con disabilità stanno mettendo a rischio i conti comunali, e Anci, sempre secondo quanto riferisce il Corriere di Bologna, chiede garanzie che il progetto non sottragga risorse ai nidi, ai servizi 0-3 e ai poli per l'infanzia.
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