Sant’Agata Feltria, il teatro Mariani entra nel Patrimonio mondiale dell’Unesco

Il teatro Mariani di Sant'Agata Feltria (Rn) è parte del ‘Sistema dei teatri condominiali all'italiana nell'Italia centrale fra XVIII e XIX secolo", entrato nel Patrimonio mondiale Unesco. Il sito comprende un insieme di dieci teatri tra Marche, Emilia-Romagna e Umbria e include anche il Mariani, il più antico in legno d'Italia, reso celebre dalla visita di Vittorio Gassman, che vi recita la «Divina Commedia» per la Rai. I dieci teatri che sono entrati nel sistema nacquero grazie a ‘società condominiali’, forme di partenariato tra enti pubblici e famiglie private, e divennero cuore pulsante della vita civile dei borghi in cui sorgevano, luoghi in cui la comunità si ritrovava, si riconosceva e si esprimeva. È proprio questa continuità tra architettura, storia e comunità viva a costituire il ‘valore universale eccezionale’ che l'Unesco ha inteso riconoscere. Per quanto riguarda il teatro Mariani, rappresenta in modo emblematico questo patrimonio: un luogo che ha attraversato tre secoli senza perdere la propria essenza. «Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e di gratitudine - affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora regionale alla cultura, Gessica Allegni -. Il teatro Mariani di Sant'Agata Feltria entra oggi a far parte del patrimonio di tutta l'umanità, e con lui entra la storia, la tenacia e la sensibilità di una comunità che ha saputo custodire questo gioiello per secoli. È un risultato che rafforza e valorizza il patrimonio culturale di tre regioni - Emilia-Romagna, Marche e Umbria - e che ci consegna anche una responsabilità più grande: continuare a prendercene cura. Vogliamo ringraziare la Regione Marche, i Comuni, gli uffici del ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna e tutti coloro che hanno accompagnato con il loro contributo ogni fase di questo percorso con competenza e passione». Accanto al Mariani, nel percorso di candidatura era stato inizialmente incluso anche il teatro Goldoni di Bagnacavallo, intitolato a Carlo Goldoni il cui padre aveva esercitato la professione di medico condotto aggiunto nel paese e che conserva ancora il pregiato sipario dipinto a tempera dal bolognese Antonio Muzzi. A seguito della valutazione tecnica condotta da Icomos — l'organismo consultivo ufficiale dell'Unesco per la conservazione del patrimonio culturale mondiale — il teatro, come altri sei nelle Marche e uno in Umbria proposti nel dossier di candidatura, non è rientrato nella composizione finale del sito seriale iscritto. Le ragioni, di natura esclusivamente tecnico-conservativa, riguardano alcuni aspetti legati ai criteri di autenticità e integrità che la commissione ha applicato all'intero insieme dei teatri candidati, valutando la coerenza complessiva del sito. Nessuna considerazione di merito artistico o culturale: il teatro Goldoni rimane un bene di straordinario valore per Bagnacavallo e per l'intera regione. A promuovere l'iniziativa, in qualità di capofila, la Regione Marche,in collaborazione con le Regioni Emilia-Romagna e Umbria e i Comuni interessati,con il coordinamento dell’Ufficio Unesco del ministero della Cultura, l’assistenza delle Soprintendenze territoriali competenti,il supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unesco.