Ravenna, il 30 gennaio il destino immutabile di Macbeth apre la stagione dell'Opera all’Alighieri

È un «Macbeth» dominato dalla tensione tra volontà umana e destino immutabile quello che apre la nuova stagione d’Opera del teatro Alighieri di Ravenna. Il capolavoro verdiano, in scena venerdì 30 gennaio alle 20 e domenica 1 febbraio alle 15.30, segna l’avvio del cartellone lirico con uno dei titoli più oscuri e radicali del compositore, primo confronto diretto con Shakespeare e snodo decisivo della sua maturazione artistica. «Come l’Edipo del mito greco - osserva il regista Fabio Ceresa - anche Macbeth e Lady Macbeth cercano di affrettare o deviare una sorte che è già stata predisposta per loro». È attorno a questa idea di destino ineluttabile che si struttura l’allestimento, concepito come una continua oscillazione tra due piani: da un lato la realtà materiale, abitata dai personaggi e dalle loro azioni, dall’altro una dimensione più sottile, dove risiedono ciò che è stato e ciò che ancora deve accadere. A collegarli, un percorso astratto di cornici concentriche, varco simbolico tra nascita e morte, luce e buio. La scena, ridotta a struttura essenziale e geometrica (firmata da Tiziano Santi), si contrappone alla forza evocativa dei costumi di Giuseppe Palella, che restituiscono al dramma una dimensione mitica e sacrale. Ne emerge un universo visivo di tragica bellezza, dove non c’è spazio per una lettura psicologica o morale, ma solo per una danza di forze che travolge i personaggi. In questo quadro si inseriscono anche le coreografie di Mattia Agatiello e la presenza in scena della compagnia di danza Fattoria Vittadini, a sottolineare il carattere rituale della tragedia. Sul piano musicale, la direzione è affidata a Giuseppe Finzi, alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, mentre il Coro Lirico di Modena, preparato da Giovanni Farina, dà voce a uno dei protagonisti collettivi più potenti dell’opera. In scena, Franco Vassallo e Marily Santoro incarnano Macbeth e Lady Macbeth, accanto a loro Roberto Scandiuzzi è Banco, Matteo Falcier è Macduff, Francesco Pittari interpreta Malcolm ed Erica Cortese è la dama di Lady Macbeth. Lo spettacolo è frutto di una coproduzione che vede il teatro Alighieri insieme ai teatri di Pisa, Rimini, Genova, Modena, Livorno, Reggio Emilia e Ferrara, confermando una rete di collaborazione ormai consolidata nel panorama lirico nazionale. Con «Macbeth», Ravenna inaugura una stagione che proseguirà con «L’italiana in Algeri» (13, 15 marzo) e «Carmen» (24, 26 aprile), ribadendo una linea artistica che intreccia tradizione, rilettura contemporanea e dialogo con le arti visive, nel segno di una lirica capace di interrogare ancora il presente. La nuova stagione ha inoltre offerto l’opportunità di rinnovare l’incontro tra spettacolo dal vivo e arti visive, nel segno della nuova generazione di artisti che si stanno formando a Ravenna. A caratterizzare i materiali promozionali sono l’«Hermaphroditus» del mosaicista Giuliano Babini e i ritratti fotografici di tre studentesse del conservatorio Verdi - ovvero Clara Civenni, Alexsandra Pickard e Vera Della Scala - che hanno indossato i costumi realizzati da Alessandra Landini, Francesca Fantoni e Federica Sabbatani per il corso di Decorazione di Graziano Spinosi all’Accademia di Belle Arti, calandosi idealmente nei panni delle tre donne protagoniste dei titoli in cartellone: Lady Macbeth, Isabella e Carmen.