Ravenna Festival, dal 21 maggio all’11 luglio oltre 100 appuntamenti: il concerto inaugurale con la violinista Anne-Sophie Mutter e la Royal Philharmonic Orchestra

Ottocento anni dopo la morte di San Francesco, il Ravenna Festival sceglie di attraversare la sua figura non con un omaggio celebrativo, ma con un percorso che tiene insieme spiritualità, arte e contemporaneo. «Nacque al mondo un sole», il verso del Paradiso di Dante che dà il titolo alla XXXVII edizione del Festival, diventa così la chiave di un cartellone vastissimo - oltre 100 alzate di sipario e più di 1.000 artisti coinvolti dal 21 maggio all’11 luglio - capace di passare dalle basiliche bizantine alla techno di Detroit, da Beethoven all’hip hop underground, dai cori popolari ai grandi nomi della scena internazionale. Ad aprire il Festival, il 21 maggio, sarà la violinista Anne-Sophie Mutter con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko.
IL FILO FRANCESCANO
Il cuore simbolico dell’edizione resta però San Francesco d’Assisi, che il Festival sceglie di raccontare attraverso musica, teatro, incontri e riflessioni. Uno degli appuntamenti centrali sarà quello che vedrà Riccardo Muti dirigere «Nobilissima visione» di Paul Hindemith insieme all’Orchestra Cherubini, per poi dialogare con il filosofo Massimo Cacciari sull’eredità francescana fra Dante e Giotto. Attorno al nucleo francescano si muovono anche il concerto dell’Ensemble Micrologus dedicato al «Cantico delle creature», il debutto de «Il Santo folle» sull’incontro tra Francesco e il sultano, gli appuntamenti nelle basiliche ravennati e «OperaPaese» di Giorgio Battistelli, che coinvolgerà artigiani del territorio in un’operazione di teatro musicale partecipato.
DALLA CLASSICA ALLA TECHNO
Ma una delle caratteristiche più riconoscibili del Ravenna Festival resta la capacità di mettere in comunicazione mondi lontanissimi. Così, accanto alla musica sinfonica, trovano spazio il jazz, la danza contemporanea, il rap, il teatro di narrazione e le sperimentazioni elettroniche. Alla Rocca Brancaleone arriveranno Stefano Bollani, Pat Metheny e la serata che unirà Matteo Mancuso e Nik West, mentre al Pavaglione di Lugo approderà Jeff Mills, leggenda della techno di Detroit. E ancora: il progetto Rap-Union in collaborazione con Under Fest, la danza geometrica e visionaria di Sadeck Berrabah, le sospensioni circensi di Yoann Bourgeois, fino agli appuntamenti ‘live to film’ che intrecciano cinema e musica dal vivo.
LETTERATURE, STORIE, VISIONI
Anche il teatro e le narrazioni attraversano l’edizione 2026 con percorsi molto diversi fra loro. Marco Martinelli torna a confrontarsi con Sofocle e con gli adolescenti coinvolti nel progetto di «Antigone», mentre Fanny & Alexander proseguono il loro lavoro sull’universo di Elena Ferrante con «Storia del nuovo cognome». Nel cartellone trovano spazio anche Ambra Angiolini e Pablo Trincia, Paolo Nori fra letteratura russa e ironia, oltre agli spettacoli di Elena Bucci, Fabio Canino e Massimo Zamboni. Un mosaico di voci e linguaggi che conferma la natura sempre più trasversale del Festival, capace di intrecciare spettacolo, riflessione e racconto del presente.