Nuovo governo Conte, il grande azzardo "giallorosso" 5Stelle-Pd

Emilia Romagna | 29 Agosto 2019 Politica
nuovo-governo-conte-il-grande-azzardo-quotgiallorossoquot-5stelle-pd
Manuel Poletti - E’ un grande azzardo quello che il Pd corre abbracciando i 5Stelle nel tentativo di governo «giallorosso» in corso (con Conte ancora premier). Dopo la crisi aperta spericolatamente dal leader della Lega Matteo Salvini in agosto, le due forze politiche più impaurite dal voto anticipato stanno tentando di dare vita ad un esecutivo «di legislatura», messo in piedi in pochi giorni, con confronti concentrati soprattutto su nomi e poltrone, e sullo sfondo un programma ancora tutto da delineare, tenuto conto delle profonde differenze che le due forze politiche hanno reciprocamente.
I 5Stelle sono nati quasi in antitesi rispetto ai Dem, sono passati anni di insulti e propaganda molto negativa fra le parti (l’ultimo epitaffio di Luigi Di Maio al Pd è stato «Il partito di Bibbiano» tanto per intendersi), poi quasi d’incanto i due partiti provano a «sposarsi» senza nemmeno essersi fidanzati. Un matrimonio politico al buio o quasi, fatto più di tattica che di convinzione.
Il segretario Zingaretti, spinto più da correnti interne che da sua convinzione, ha ottenuto il via libera quasi all’unanimità mercoledì 28 per portare la proposta del Pd al Colle per un nuovo incarico a Giuseppe Conte come premier, «ma la squadra governativa sarà molto rinnovata, sarà un esecutivo di svolta» secondo le intenzioni del segretario dem.
Dal canto loro i 5Stelle, incassato il via libera sul loro primo ministro uscente, puntano anche a molto altro, soprattutto Luigi Di Maio. L’accordo, secondo le ultime notizie di mercoledì sera (a settesere in stampa) dovrà passare al vaglio anche della piattaforma Rousseau del Movimento grillino.
Di certo c’è una spinta internazionale al tentativo «giallorosso», con uno spread in netto calo da inizio settimana, e alcuni endorsement di Trump e altri leader di Paesi europei a favore di Giuseppe Conte. Peserà in maniera determinante fino alla fine il ruolo del Quirinale, del presidente Mattarella, che fin da subito ha stretto i tempi di questa pazza crisi.
I NODI DEL PROGRAMMA
Dopo la dura trattativa, non senza colpi di scena, che sta andando in onda sulle poltrone, se il governo riuscirà a partire dovrà riuscire a scioglere molti nodi che vedono le due  forze politiche da sempre molto lontane. Non ci sarà infatti solo la manovra economica autunnale da gestire, con gli oltre 20 miliardi da reperire per scongiurare l’aumento dell’Iva, ma su molti altri temi il confronto appare già molto difficile. Il taglio dei parlamentari messo al primo punto dai 5Stelle, sul quale il Pd sta cercando di rinviare per una riforma complessiva del sistema, i decreti sicurezza varati dal governo «gialloverde», sui quali i Dem chiedono discontinuità, il reddito di cittadinanza da rivedere, quota 100, il taglio delle tasse e anche altri punti come il «Blocca trivelle» sulle ricerche degli idrocarburi in mare (Ravenna ne sta già pagando le conseguenze), i vaccini, il pluralismo dell’informazione, ecc.

I PARLAMENTARI LOCALI
I deputati (Alberto Pagani e Marco Di Maio) e i senatori (Stefano Collina e Daniele Manca) romagnoli del Pd sono favorevoli al tentativo di formare un nuovo governo. Molto critico invece il sottosegretario forlivese leghista alla Giustizia Jacopo Morrone, attivo sui social in questi giorni, sempre al fianco di Matteo Salvini. Il senatore faentino renziano Collina martedì 27 su Facebook commentava: «Quelle che stiamo vivendo sono ore delicate per il futuro del nostro Paese. Dobbiamo decidere se iniziare a lottare per contrastare con forza il deleterio vento sovranista o coniugare questi verbi al futuro e quindi rimandare tutto alle prossime elezioni, lasciando l’Italia al buio. Per questo è necessario concentrarsi sugli obbiettivi di governo condivisi. Evitiamo che nasca un nuovo contratto dove erroneamente si riconoscono reciprocamente i punti del programma senza un disegno complessivo coerente. Definiamo gli obbiettivi per il nuovo governo e a quel punto anche gli spazi per porre dei veti spariranno».
 
CONDIVIDI Condividi
Compila questo modulo per scrivere un commento
Nome:
Commento:
Settesere Community
Abbonati
on-line

al settimanale Setteserequi!

SCOPRI COME
Scarica la nostra App!
Scarica la nostra APP
Vai a https://www.legacoopromagna.it
Follow Us
Facebook
Twitter
Youtube
Vai a https://www.ravennarimini.confcooperative.it/
Vai a https://www.teleromagna.it
Logo Settesere
Facebook  Twitter   Youtube
Redazione di Faenza

Corso Mazzini, 52
Tel. +39 0546/20535
E-mail: direttore@settesere.it
Privacy Policy
Redazione di Ravenna

via Cavour, 133
Tel 0544 1880790
E-mail direttore@settesere.it
Pubblicità

Per la pubblicità su SettesereQui e Settesere.it potete rivolgervi a: Media Romagna
Ravenna - tel. 0544/1880790
Faenza - tel. 0546/20535
E-mail: pubblicita@settesere.it

Credits TITANKA! Spa © 2017
Setteserequi è una testata registrata presso il Tribunale di Ravenna al n.457 del 03/10/1964 - Numero iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione:
23201- Direttore responsabile Manuel Poletti - Editore “Media Romagna” cooperativa di giornalisti con sede a Ravenna, via Cavour 133.
La testata fruisce dei contributi diretti editoria L. 198/2016 e d.lgs. 70/2017 (ex L. 250/90).
Contributi incassati


Licenza contenuti Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione