Lugo, a ottobre riapre il teatro Rossini dopo il restauro post alluvione, i direttori saranno tre: Luigi Pretolani, Daniela Pini, Gianni Parmiani

Il momento che i lughesi aspettavano da tanto è arrivato: c’è una data per la riapertura del teatro Rossini. Il sipario tornerà ad alzarsi a ottobre, per la precisione il 19 e il 20, due giornate dedicate all’inaugurazione ufficiale del teatro, dopo i lavori di ripristino che si sono resi necessari dopo i danni dell’alluvione del maggio 2023. Intanto ha inizio una nuova fase per la Fondazione Teatro Rossini. Dopo un intenso lavoro di riorganizzazione, e a seguito della conclusione dei bandi indetti per individuare le figure apicali, la Fondazione ha annunciato il nuovo assetto gestionale e artistico che guiderà l’istituzione per il prossimo biennio. Il consiglio di amministrazione, presieduto dalla sindaca di Lugo Elena Zannoni, si rafforza con l’ingresso di figure di alto profilo manageriale e imprenditoriale, consolidando il legame tra istituzioni, professionismo e territorio. Ai membri già presenti nel precedente consiglio – l’avvocato Annalisa Antonellini e l’assessore alla cultura del Comune di Lugo Gianmarco Rossato - si aggiungono Elena Cagianelli, direttore generale GVM Servizi presso il Gruppo Villa Maria, e Marcello Bacchini, precedentemente nel Cda di Ravenna Manifestazioni e titolare di Openings. A seguito dei bandi pubblicati il 30 gennaio 2026 e della selezione effettuata dalla commissione e dal CdA, sono stati nominati i tre direttori che coordineranno l’attività della Fondazione per i prossimi due anni: Luigi Pretolani (direttore generale), già responsabile amministrativo della Fondazione, assume la guida operativa per garantire continuità e solidità gestionale; Daniela Pini (direttrice artistica - sezione musicale), celebre mezzosoprano di fama internazionale, porterà la sua esperienza nel coordinamento della programmazione concertistica e operistica; Gianni Parmiani (direttore artistico - sezione prosa), noto attore e autore, figura di riferimento culturale del territorio, curerà il cartellone dedicato alla prosa. «Il nuovo Consiglio d’amministrazione della Fondazione, rinnovato per i due quinti, è pronto a lavorare per quello che a tutti gli effetti si presenta come un nuovo corso per il nostro teatro - commenta Elena Zannoni, sindaca di Lugo e presidente della Fondazione Teatro Rossini -. Partiamo con entusiasmo e fiducia nei confronti di questa nuova squadra e delle nuove figure di direzione dell’attività del teatro, che per la prima volta saranno tre. Dietro al grande evento che sarà la riapertura del teatro ai cittadini, in ottobre, c’è naturalmente il lungo e paziente lavoro di ristrutturazione che è stato necessario per rendere nuovamente agibile il teatro dopo i danni subiti dall’alluvione del maggio 2023. È stato un percorso complesso e più lungo di quanto avremmo desiderato, ma abbiamo scelto di mettere davanti a tutto la qualità del ripristino. Siamo a un punto molto avanzato del cantiere e già vediamo rinascere la bellezza del teatro. Non vediamo l’ora di condividerla con tutti i cittadini». «La riapertura del teatro Rossini è attesa da tutta la nostra comunità ma anche, più in generale, da chi ama il teatro in questo territorio - aggiunge l’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato, a sua volta membro del Cda della Fondazione -. Si tratta di un punto fermo del lavoro di questa amministrazione: il teatro tornerà ad essere il centro nevralgico delle attività culturali del Comune di Lugo, che in questo periodo di fermo hanno visto nascere nuove iniziative e popolare nuovi spazi. La nuova disponibilità del teatro sarà centrale in tutto questo movimento e la riapertura avrà un percorso di accompagnamento nei prossimi mesi, a partire da quando presenteremo i programmi per la stagione 2026/27. A proposito di questo, un’importante novità è quella della tripartizione della direzione in tre figure, che vantano altrettante preparazioni specifiche. Pensiamo sarà un arricchimento per la qualità dell’offerta e un bel biglietto da visita da presentare agli abbonati vecchi e nuovi che vorranno tornare a popolare il teatro».