La rubrica "Finanza domestica" di Stefano Panzavolta: Risiko bancario… e i clienti?

Stefano Panzavolta - La parola Risiko rievoca eserciti, territori da conquistare, strategie e alleanze. Il termine descrive bene ciò che sta accadendo nel sistema bancario italiano: una partita fatta di acquisizioni e fusioni, nella quale le banche cercano di conquistare nuove provincie e aumentare le proprie dimensioni.
Gli attori sono numerosi: Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena sono al centro della partita più importante; Mps ha incorporato Mediobanca e ha rilanciato proponendo a sua volta di acquisire Banco Bpm e Banca Generali. Bper ha completato l’integrazione di Banca Popolare di Sondrio, mentre Banca Ifis sta procedendo con quella di Illimity. Ma perché tutto questo? Le aggregazioni portano indubbi vantaggi: banche più grandi e solide, maggiore capacità di investimento in tecnologia e sicurezza, una gamma più ampia di servizi e maggiore competitività nei confronti dei grandi gruppi europei. Tutto ciò è un vantaggio anche per il cliente? La mia analisi nasce da un aspetto molto concreto: la presenza fisica sul territorio. In Italia gli sportelli bancari sono passati da oltre 34.000 nel 2008 a 19.140 alla fine del 2025: una riduzione del 44%. E quando due banche diventano una sola, dove prima esistevano due filiali a poche centinaia di metri, la logica industriale porta naturalmente a eliminare i doppioni. Lo stesso vale per il personale: i dipendenti del settore bancario hanno visto una significativa riduzione degli organici. Certo, possiamo fare quasi tutto dallo smartphone. Ma un mutuo? Una successione? Una pianificazione patrimoniale? O semplicemente il bisogno di confrontarsi con qualcuno? Non tutto può essere tradotto in un’App. Il digitale è una grande opportunità, ma non può diventare l’unica risposta. A Faenza, città di circa 59.000 abitanti, la presenza di filiali e persone che ci lavorano rappresenta un pezzo importante del rapporto con la banca. Meno presidi significa meno possibilità di confronto. Lo chiedono anche i giovanissimi. Il successo del risiko bancario, allora, non dovrebbe essere valutato soltanto in miliardi di capitalizzazione, sinergie e utili. Il patrimonio più importante restano i clienti. E con una sempre minor biodiversità bancaria e una presenza ridotta, la domanda è inevitabile: saranno seguiti meglio o peggio?
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