In Emilia-Romagna siglato il nuovo Patto per il lavoro, il clima e l'economia sociale da 58 soggetti

Il contrasto alla precarietà, l'applicazione dei contratti nazionali e il potenziamento della sicurezza sul lavoro. Ma anche la lotta al cambiamento climatico, "necessaria dopo le alluvioni e le ondate di calore", coniugandola al rafforzamento della competitività delle imprese. E, ancora, il contrasto alla crisi abitativa e la tutela della sanità. Sono le priorità del nuovo Patto per il lavoro, il clima e l'economia sociale, siglato oggi in Emilia-Romagna tra Regione e 58 soggetti firmatari: tra questi, i sindacati confederali, Anci, Confindustria, Legambiente, Coldiretti e le Università del territorio. Presenti alla firma, il presidente Michele de Pascale e il vicepresidente con delega allo sviluppo Vincenzo Colla.
La "grande novità", per il vicepresidente, è che i "58 soggetti di rappresentanza hanno deciso di avere un posizionamento strategico per il futuro. Sono tutti settori economici e sociali, che con un gesto di responsabilità hanno firmato un patto di questa portata, facendo una cessione di sovranità". Inoltre, aggiunge Colla, "il Patto arriva prima della definizione delle leggi strategiche come il piano energetico, dei trasporti e digitale. Faremo una legge sull'economia sociale per ricucire rispetto all'impatto della tecnologia che polarizza, ponendo massima attenzione al contrasto della precarietà". Sul fronte della sicurezza sul lavoro, la priorità è dare piena attuazione agli accordi siglati, "fare investimenti tecnologici e formazione preventiva". Tra le priorità di contenuto, la neutralità carbonica al 2050. Il presidente Michele de Pascale ha ribadito poi che rimane centrale la lotta al lavoro povero, "per tenere insieme qualità, sicurezza e garantire la dignità dei salari".