I comici di 'casa nostra' raccontano la loro estate tra chi lavora in piazza, Timo, Pizzocchi e Vito, e chi riposa come Cevoli e Giacobazzi

Emilia Romagna | 26 Luglio 2025 Cultura
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Elena Nencini
C’è chi si divide tra la famiglia e le vacanze e chi invece h adeciso di prendersi una pausa durante  i mesi più caldi. Se guardiamo ai comici di csa nostra Paolo Cevoli ripartirà con gli spettacoli a settembre a Mirabilandia (vedi box) mentre Giuseeppe Giacobazzi (alias Andrea Sasdelli) al momento si gode il sole sulle nostre spiagge. Anche il popolare comico bologense Vito sta terminando i suoi appuntamenti in questi giorni, sul piede di guerra invece Maria Pia Timo carica a più non posso e Duilio Pizzocchi che si ‘esporta’ anche fuori regione.

TIMO «LA FORZA DELLA RISATA, IN TANTI MI RINGRAZIANO»
Sempre più lanciata Maria Pia Timo, ex Wanda la carrellista che porta vanti più spettacoli in contemporanea perchè: «Li porto in giro tutti perché sono sempre pronti. Ho avuto una situazione surreale quando in quattro giorni di seguito ho portato in scena quattro spettacoli diversi». Ma la fatica è ripagata dalal soddisfazione di vedere la gente ridere «mai come adesso vedo che la gente mi ringrazia perchè li ho fatti ridere. Specie dopo l’alluvione, mi fa sentire il lavoro come una missione, una responsabilità, quella di portare un pò di gioia a chi è in difficoltà». I social aiutano molto la comica faentina ad essere conosciuta lungo tutto lo stivale «tante persone mi vedoo su istagram, da Bolzano alal Puglia e mi chiedono perchè non vado al sud. Per una serie di coincidenze quest’anno mi ferno alle Marche, all’abruzzo, alla Toscana. Mentre a nord arrivo fino in Trentino».
In cantiere diversi progetti racconta la popolare attrice: «Ho registrato a Modigliana il mio ultimo spettacolo, “In tutti i sensi”, acquisito da Comedy Central per la tv e che spero di portare nei teatri. L’ho scritto con mio marito Roberto Pozzi, sui cinque sensi aristotelici. Non sono gli unici, la scienza ci dice infatti che ce ne sono degli altri, come il senso dell’equilibrio, del pudore, dell’umorismo». Non manca un felice ritorno con il podcast Enciclopia «una compressa settimanale per combattere lo stress del risveglio. Lavoro sulla scrittura di nuovi spettacoli e continuo a mettere in scena quelli vecchia».

PIZZOCCHI: «MI CHIEDONO DI FARE IL CAMIONISTA»
Arriva da Bologna Maurizio Pagliari, meglio conosciuto come Duilio Pizzocchi, l’imbianchino ferrarese. Negli anni Ottanta inventa le prime macchiette che diventeranno poi un segno distintivo della sua comicità da Pizzocchi a Cactus, tipico frickettone che vive alla giornata, sempre a caccia di prestiti, furtarelli e prodotti stupefacenti. Per parodiare le tante maghe e chiromanti presenti nelle tv private nasce Donna Zobeide, che, pur proponendo sistemi divinatori assurdi. Nei primi anni ‘90 arriva anche Ermete Bottazzi, camionista ferocissimo e spietato, sempre lanciato, a tutta velocità, sulle strade d’Italia coi suoi “carichi improbabili”. Come ci racconta il comico «l’estate sta andando bene, nonostante il caldo di molte serate. L’80% per cento dei miei spettacoli sono in Emilia Romagna ma sconfino anche fino a Genova e nelle Marche, oltre Pesaro». Pizzocchi ce l’ha nel sangue la comicità «ancora adesso riesco a far ridere mia moglie e miei amici al bar. Io non preparo gli spettacoli, dopo 40 anni arrivo nel posto, bevo un bicchiere di vino e vado su. Cose da raccontare ne ho da sfinimento. Per le mie battute mi ispiro a quello che mi mettono davanti. È un dono naturale: fin dalle elementari facevamo gli scherzi telefonici. Ho sempre avuto il gusto di far ridere gli altri. Dopo è diventato un mestiere» In un mondo sempre più in difficoltà la gente: «vuole ridere. Mi ispiro alla quotidianeità, ad argomenti conosciuti da tutti, figli, nipoti, la vecchiaia che avanza. Sono argomenti normali, ma cuciti bene insieme. Il fatto di essere pensionato e di andare a vedere i cantieri, di portare il cagnolino in giro e trovare le persone che fanno critiche sugli animali. Una comicità basata su fatti veri che le persone riconoscono» In Romagna Pizzocchi si sente a casa sua, spiega «Il bello della Romagna è quel clima particolare di allegria, buona volonta, di accoglienza automatica delle persone. Dicono che per capire se sei in Emilia o in Romagna basta che ti fermi e chiedi da bere: finché ti danno dell’acqua sei in Emilia, quando cominciano a darti del vino sei in Romagna. Quando arrivo verso il mare il profumo di spiedini e grigliata mi mette subito allegria». Ad aspettarlo in piazza sono in tanti, non certi preoccupati del caldo, continua il comico: «Il pubblico delle piazze ne ha un gran voglia sono già li da un’ora, anche due ore prima dello spettacolo. Non vedono l’ora di sentire le nostre  stupidaggini, contenti, felici, non si spostano neanche di un centimetro» e ci soo dei personaggi rimasti nell’immaginario delal gente conclue: «Mi chiedono anche il bis, delle cose particolari come “Facci il camionista, il Kaktus, o la barzelletta di Suzuki». 

PER VITO «LA GENTE HA BISOGNO DI RIDERE»
Vito, al secolo Stefano Bicocchi, si divide tra la sua passione per il teatro e la cucina, con il suo ristorante familiare a San Giovanni in Persiceto. Sta terminando proprio in questi giorni i suoi monologhi, per fermarsi ad agosto e ripartire con nuovi progetti a settembre, di cui non vuole ancora parlare anche se l’1 e il 2 novembre sarà al Teatro delle Celebrazioni dove  porterà il suo ultimo spettacolo «L’altezza delle lasagne». Uno spettacolo che ha avuto molto sucecsso questo inverno dove il comico si pone domande del tipo «Perché è scomparsa la rucola e siamo invasi dall’avocado? Chi ha deciso che non serve più la mezzaluna? Cosa ha trasformato il semplice gesto di nutrirsi in una nuova religione?».
L’attore è soddisfatto dell’accoglienza del pubblico in questi spettacoli in giro per il territorio: «Io non faccio stand up comedy come va di moda adesso. Ho mantenuto una direzione, parlo della vita di tutti igiorni,  di quando andiamo a fare la spesa. Mi ispiro molto ai miei concittadini. Osservo molto chi ho intorno. La gente ha bisogno di ridere, di staccare la spina». 
Sempre legato al territorio e alle emergenze è da anni testimone di ‘Piccoli Grandi Cuori Onlus’, associazione che opera presso i reparti di pediatria e dell’età evolutiva del Sant’Orsola-Malpighi a Bologna. A maggio non ha dimenticato nemmeno gli alluvionati della Bassa con uno spettacolo al Teatro Goldoni per la raccolta fondi a favore delle comunità locali colpite.
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