Elezioni Regionali, i motivi del voto: il fattore Sardine e il peso del coraggio per fare un passo avanti

Emilia Romagna | 25 Gennaio 2020 Le Opinioni
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Manuel Poletti* - «Ognuno ha la sua parte in questa grande scena, ognuno ha i suoi diritti, ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta, il peso di ogni passo, il peso del coraggio». Sta tutta qui, nelle parole cantate di Fiorella Mannoia, la sfida delle elezioni regionali di domenica 26 in Emilia Romagna: fra chi ha portato la disoccupazione dal 9% al 5% (Bonaccini) e chi intanto si mostrava nell’Aula del Senato con la maglietta dedicata a Bibbiano (Borgonzoni); fra chi ha portato il numero di turisti negli ultimi 5 anni da 45 a 60 milioni e chi ballava al Papeete Beach di Milano Marittima con in sottofondo l’inno nazionale di Mameli; tra chi ha fatto dell’integrazione un tratto distintivo dell’Emilia-Romagna e chi in campagna elettorale ha suonato a casa di un tunisino minorenne chiedendogli se spacciava; tra chi ha fatto dell’antifascismo parte della propria storia culturale e politica e chi invece ha continuato ad alimentare le paure ed il razzismo fra gli elettori; tra chi ha difeso la sanità pubblica per tutti promettendo di rilanciarla e chi invece punta al modello lombardo, fatto per la metà di aziende private che ti curi solo se hai i soldi; fra chi in campagna elettorale ha speso sui social 9mila euro e chi invece dieci volte di più. L’elenco sarebbe ancora lungo, ma la domanda dei nostri tempi è: basta governare bene per venire eletti di nuovo? No, non basta. Nel voto volatile al tempo degli smartphone e dei social network conta più chi si presenta come novità che chi ha il merito delle cose fatte. Così la sfida fra Bonaccini e Borgonzoni (travestita da Salvini) ha via via assunto significati e possibili risvolti nazionali, tanto da far quasi dimenticare ai più che l'Emilia Romagna negli ultimi anni è diventata la "locomotiva d'Italia", con una crescita del Pil superiore ad ogni altro territorio.
Per fortuna una spinta importante per riempire un vuoto che si era creato fra politica e società due mesi fa è arrivata dai giovani delle Sardine, che a metà novembre da Bologna hanno riempito via via decine di piazze pacificamente in tutta Italia, contro i popolusmi e i sovranismi, portando nuova energia per tutti i democratici, con un effetto che si vedrà sull'affluenza (nel 2014 voto' solo il 37,7%) ed uno stimolo in più per i partiti politici di centrosinistra. Alla fine vedremo se lunedì mattina ci sveglieremo ndo un passo avanti o due indietro.
*direttore@settesere.it
 
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Questo articolo, datato 25 gennaio, viola clamorosamente le regole elettorali. Spero proprio, dopo 60 anni, che verrà fatto "un passo avanti".
Commenta news 26/01/2020 - Antonio
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