Castel San Pietro, nasce «Borgo alle Crete» nuovo agriturismo di charme all’interno del Palazzo di Varignana

Riccardo Isola - Sulle colline di Castel San Pietro Terme il paesaggio agricolo è destinazione da vivere, assaporare e conoscere. Tra argille, filari di vite e distese di ulivi, Palazzo di Varignana amplia il proprio progetto di ospitalità con Borgo alle Crete, un nuovo agriturismo nato dal recupero di una casa rurale di fine Ottocento all’interno della tenuta di Cà Masino. Un luogo dove il relax si declina attraverso un’immersione nella trama agricola che da anni definisce l’identità di questo angolo di confine tra Romagna ed Emilia. Borgo alle Crete si inserisce nel percorso di rigenerazione territoriale avviato da Palazzo di Varignana, riportando vita a spazi un tempo marginali e trasformandoli in luoghi di accoglienza, produzione e cultura del paesaggio. Il nome racconta molto della sua anima. Le crete, infatti, sono quelle argille che caratterizzano il territorio e che, modellate dall’acqua e dal vento, danno origine ai calanchi. Spettacolari forme aspre, materiche, quasi scultoree, capaci di restituire un’immagine meno addomesticata della campagna. Un paesaggio identitario che qui diventa parte integrante dell’esperienza. La struttura ospita due camere matrimoniali, «Le Merline» e «Le Rive», e due appartamenti, «Il Pandesco» e «I Calanchi», pensati per famiglie o piccoli gruppi. All’esterno il giardino con piscina apre lo sguardo sui vigneti della tenuta, mentre gli ambienti interni recuperano il linguaggio della tradizione rurale emiliano-romagnola: cotto, tonalità calde, materiali naturali e dettagli capaci di mantenere il dialogo con la storia del luogo. Borgo alle Crete diventa così una porta d’ingresso al mondo agricolo di Palazzo di Varignana. Gli ospiti possono scoprire la cantina, visitare il frantoio, passeggiare tra vigneti e oliveti, partecipare a degustazioni e vivere esperienze legate all’olio extravergine e al vino. Un racconto che nasce dalla terra e parla della terra. Il nuovo agriturismo si affianca a Oliveto sul Lago, la prima struttura di ospitalità agricola del progetto, nata dal recupero di una corte rurale affacciata sulla valle di Varignana e circondata da uno degli oliveti più scenografici della tenuta. Qui memoria e contemporaneità convivono nella Suite Chiesina, ricavata dall’antico oratorio della proprietà, e nelle dodici camere immerse nel verde, completate da piscina panoramica, ristorante e spazi dedicati agli eventi. Due luoghi diversi ma accomunati dalla stessa filosofia, quella di trasformare il paesaggio in una vera e immersiva esperienza. Una visione che parte dai numeri di un progetto agricolo importante, con circa 900 ettari coltivati, 450 ettari di uliveti e 57 ettari di vigneti, ma che trova il proprio valore nella capacità di raccontare un territorio attraverso i suoi sapori, le sue colture e le sue storie.Palazzo di Varignana continua così a costruire un modello di ospitalità dove agricoltura, benessere e gastronomia vanno a braccetto.