Arte, dal Barocco a Andy Warhol, tutte le mostre da non perdere a Pasqua in Emilia-Romagna

Michela Ricci - Il weekend di Pasqua può diventare l’occasione ideale per prendersi una pausa e lasciarsi guidare dall’arte. In Emilia-Romagna sono tante le mostre che invitano a viaggiare tra epoche e linguaggi diversi: dalla forza iconica della Pop Art agli sguardi del cinema, fino ai grandi racconti della storia dell’arte e alle visioni contemporanee. Un percorso che attraversa il territorio e offre spunti per una gita culturale capace di unire bellezza, curiosità e scoperta.
LA POP ART DI ANDY WARHOL
A Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, torna Andy Warhol con «Ladies and Gentlemen», a 50 anni dalla storica mostra che portò in città il padre della Pop Art. Non una semplice riedizione, ma un percorso che intreccia memoria e attualità, riunendo oltre 150 opere tra dipinti, serigrafie, disegni e Polaroid. Al centro, la celebre serie dedicata alle drag queen afro e latinoamericane, con cui Warhol sposta lo sguardo su identità e rappresentazione. Accanto, le icone che hanno segnato un’epoca, da Marilyn a Mick Jagger, fino agli autoritratti. Un viaggio nella forza e nella sorprendente modernità del suo immaginario: con le sue opere Warhol ha anticipato l’era della comunicazione globale e ha acceso i riflettori su temi tuttora aperti come la manipolazione estetica, l’identità di genere, la multiculturalità, l’artificialità e la sovraesposizione mediatica. La mostra rimarrà allestita fino al 19 luglio.
IL CINEMA AL FEMMINILE
Un viaggio nel cinema che è anche sguardo sul mondo e racconto al femminile: a Bologna la mostra dedicata a Agnès Varda, la prima regista donna insignita dell’Oscar alla carriera e vincitrice a Cannes, Venezia, Berlino e Locarno, trasforma la Galleria Modernissimo in un percorso immersivo tra film, fotografie, installazioni e materiali d’archivio. «Viva Varda! Il cinema è donna», visitabile fino al 10 gennaio 2027, restituisce tutta la ricchezza di un’opera libera e poliedrica, segnata da un forte impegno femminista. Film, foto, installazioni, cimeli e costumi: «Viva Varda!» testimonia un’opera personale, creativa, poliedrica che abbraccia la pittura, la Nouvelle Vague, Jacques Demy, il teatro e i gatti, Fidel Castro, Jim Morrison, Jane Birkin, Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni, Madonna, Jean-Luc Godard. La mostra è suddivisa in diverse sezioni, dedicate al rapporto tra Agnès e le immagini, alla scrittura per il cinema, alla dimensione sociale e nomade dei suoi film e si arricchisce di una sezione interamente dedicata al rapporto tra Agnès Varda e l’Italia.
MODA MADE IN ROMAGNA
Tra moda, cinema e immaginario collettivo, a Rimini prende forma un racconto che attraversa decenni e stili. Ai Palazzi dell’Arte, la mostra «Riviera Dream Vision», allestita fino al 24 maggio, ripercorre 75 anni di moda made in Romagna, intrecciando identità locale e respiro internazionale. L’esposizione propone un percorso dedicato a dieci brand simbolo dell’eccellenza romagnola, protagonisti della scena internazionale: Alberta Ferretti, Baldinini, Casadei, Fuzzi, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Iceberg, Moschino, Pollini e Sergio Rossi. In mostra 80 abiti e oltre 120 calzature, affiancati da bozzetti, figurini, campioni tessili, materiali editoriali, fotografie storiche, campagne pubblicitarie, video di sfilate e documenti d’archivio. Il racconto espositivo intreccia identità territoriale e vocazione internazionale, mettendo in luce il dialogo continuo tra moda, arte, cinema, musica e cultura visiva. Centrale è il legame con Rimini e la Riviera Romagnola, restituito attraverso immagini, filmati e materiali d’archivio. Tra i pezzi di maggiore rilievo figurano i costumi di scena del film «Casanova» di Federico Fellini, vincitore dell’Oscar per i Migliori Costumi nel 1977.
MATTIA MORENI E L’ARTE DEL ‘900
Due mostre, due città, un unico percorso per riscoprire Mattia Moreni (1920-1999), uno degli artisti più originali e irrequieti del secondo Novecento italiano, capace di attraversare Informale e sperimentazione mantenendo sempre al centro una pittura intensa e viscerale. A Bologna, al MAMbo, «L’antologica di Bologna, 1965» (fino al 31 maggio) rilegge la storica mostra curata da Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, la prima personale pubblica dedicata all’artista. In stretto dialogo con l’artista e amico, Arcangeli ne rilesse l’opera ribadendo l’urgenza di coltivare la pittura come uno specifico metodo di approccio al mondo. A Ravenna, al MAR, «Dalla regressione della specie all’umanoide» (fino al 3 maggio) guarda invece agli ultimi vent’anni della produzione di Moreni, tra forme instabili e figure ibride che riflettono sul destino dell’uomo nell’era tecnologica. Le due tappe si inseriscono in un più ampio progetto diffuso tra Romagna e Bologna, che ha coinvolto anche Bagnacavallo, Forlì e Santa Sofia, restituendo uno sguardo complessivo su quarant’anni di ricerca di Moreni.
UN VIAGGIO NEL BAROCCO
Un itinerario spettacolare tra arte, potere e visione: a Forlì il Barocco va in scena con tutta la sua forza evocativa. Al Museo Civico San Domenico «Barocco. Il Gran Teatro delle Idee» riunisce oltre 200 opere in un percorso che attraversa le radici e le trasformazioni di una delle stagioni più affascinanti della storia dell’arte. La mostra vuole offrire ai visitatori una visione d’insieme della cultura barocca: dal dibattito delle idee che la generarono, ai protagonisti che le diedero forma, fino al ruolo determinante delle committenze e alla rappresentazione del potere che ne influenzò lo sviluppo. Dalle suggestioni dell’antico al naturalismo di Caravaggio, fino alle risonanze contemporanee, la mostra, che si potrà visitare fino al 28 giugno, ricostruisce un universo complesso in cui arte, fede, scienza e rappresentazione del potere si intrecciano. Tra le opere in mostra, il «Laooconte» di Bernini, il «San Francesco in meditazione» di Caravaggio, il «Progetto per la lanterna a spirale di Sant’Ivo alla Sapienza» di Borromini.