Tre anni fa l'alluvione in Romagna che causò 17 morti, oltre 40mila sfollati, 100 Comuni colpiti, centinaia di frane sugli Appenini e miliardi di danni (10 ne chiese con un primo report la Regione E-R guidata da Stefano Bonaccini). Oggi la Regione E-R guidata dal romagnolo de Pascale, ex sindaco di Ravenna, fa il suo bilancio con numeri importanti: a tre anni dalle drammatiche alluvioni sono 6.011 gli interventi per la ricostruzione pubblica in regione, per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro: le opere di somma urgenza risultano quasi interamente concluse, i cantieri più complessi sono in parte terminati, in parte in corso e in parte in fase di progettazione. Per quanto riguarda questi ultimi, circa un terzo dovrebbe iniziare, secondo quanto indicato dai soggetti attuatori, entro il 2026.
Parallelamente, continua anche il lavoro sulla ricostruzione privata, con procedure semplificate per i contributi destinati a famiglie e imprese, e le prime delocalizzazioni già avviate: una ventina quelle attualmente in corso.
E si apre una nuova fase: l’utilizzo del miliardo previsto dal decreto-legge 65 del 2025 per Emilia-Romagna, Toscana e Marche, di cui 919 milioni per la sola Emilia-Romagna (in 10 anni, ndr). Risorse, queste, che serviranno a realizzare infrastrutture a protezione dei territori e delle comunità, in stretta collaborazione con la struttura commissariale.
“Le alluvioni del maggio 2023 hanno lasciato un segno profondo nelle comunità e nei territori colpiti dell’Emilia-Romagna, dove resta sempre vivo il dolore di tutte e tutti noi per le 17 vittime di quei giorni terribili- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. La consapevolezza di quanto il cambiamento climatico e il moltiplicarsi di eventi meteo estremi, sempre più frequenti e diffusi anche su aree molto estese, in Italia e all’estero, ci impongano investimenti sempre più strutturali sulla sicurezza, sulla prevenzione e sulla manutenzione dei territori, al di fuori e oltre una logica emergenziale. Fin dall’insediamento della nuova Giunta abbiamo voluto imprimere un cambio di passo, partendo proprio dai territori colpiti, attraverso il confronto costante con i sindaci e le sindache e l’ascolto attento delle comunità- prosegue il presidente-. Parallelamente, abbiamo raddoppiato le risorse regionali destinate alla manutenzione del territorio. Da quanto accaduto in Emilia-Romagna emergono oggi due priorità molto chiare: continuare a investire sulla prevenzione - e il nuovo stanziamento previsto dal Governo rappresenta un contributo in questa direzione - e rafforzare il supporto agli enti locali, perché emergenze di questa portata non possono continuare a gravare in misura così forte sui singoli Comuni, soprattutto quelli più piccoli. È questa la strada che dobbiamo e vogliamo continuare a seguire, e che può diventare un riferimento per tutto il Paese”.
“Insieme alla struttura commissariale abbiamo costruito un sistema di monitoraggio costante e puntuale per seguire le migliaia di interventi conclusi, avviati, in corso e in fase di progettazione nei territori colpiti- sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Molto è stato fatto, ma c’è ancora molto da fare. La ricostruzione non si è mai fermata ed è andata avanti senza sosta anche attraverso un lavoro continuo di confronto con gli enti locali e i territori colpiti, e sempre in un’ottica di collaborazione con il Governo e la struttura commissariale; abbiamo chiesto e ottenuto modalità operative più snelle. Continuiamo a lavorare ogni giorno per rafforzare la sicurezza delle nostre comunità”.
“I risultati confermano che la strada intrapresa per la ricostruzione insieme ai territori è quella giusta- commenta il commissario straordinario del Governo per la Ricostruzione, Fabrizio Curcio-: il 71% degli interventi pubblici sono già conclusi o in esecuzione, quasi 300 milioni di contributi concessi a famiglie e imprese, decreti di erogazione quasi raddoppiati nell’ultimo anno e mezzo grazie alla semplificazione delle procedure. Si apre ora- prosegue il commissario- una fase fondamentale. Da un lato, la struttura commissariale ha definito gli indirizzi per nuovi interventi di ricostruzione pubblica: i presidenti di Regione, in qualità di sub-commissari, hanno ora il compito di individuare le priorità su cui concentrare i 500 milioni resi disponibili dal Governo. In questo percorso, la collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e il confronto costante con gli enti territoriali hanno rappresentato un elemento fondamentale per condividere priorità e accelerare gli interventi. Dall'altro, il Programma straordinario pluriennale e il miliardo stanziato dall’Esecutivo a luglio 2025 per il periodo 2027-2038 affidano agli enti territoriali un ruolo da protagonisti nelle scelte future per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico”.
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