L’Iter di Lugo presenta in tribunale la richiesta di concordato. Occupa 260 persone

Bassa Romagna | 21 Febbraio 2014 Economia
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La cooperativa Iter di Lugo ha depositato oggi, venerdì 21 febbraio, in tribunale a Ravenna la richiesta di concordato in bianco.
«Già da diverso tempo si sa che all’Iter le cose non vanno bene - commentano Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil -. Oltre al problema della crisi generale, alla crisi del settore dell'edilizia, ai pochi contratti in portafoglio, la crisi finanziaria è figlia anche dei vari dirigenti che si sono succeduti fino a oggi e di quelli che non sono più in azienda ma che hanno contribuito all'attuale dissesto».
Sulla richiesta di concordato in bianco i sindacati commentano: «Siamo arrivati al capolinea. Ciò significa che, ammesso e concesso che il concordato venga approvato dal giudice, nella migliore delle ipotesi si potrà continuare con le attività lavorative dei cantieri aperti. Ma in prospettiva non si è in grado di sapere quale sarà la evoluzione produttiva, organizzativa e societaria dell’Iter. E' chiaro che da adesso in avanti tutto diventa molto difficile e complicato in quanto per i 260 lavoratori della cooperativa inizieranno non pochi problemi. Primo fra tutti e forse il più importante è l'occupazione, con il rischio reale di una forte perdita di posti di lavoro. L'altro aspetto è rappresentato dai crediti dei lavoratori che inevitabilmente vedranno forti ritardi nella loro erogazione e soprattutto non vi sono certezze per il recupero pieno delle loro spettanze. Inoltre vi sono incognite sugli ammortizzatori sociali che a breve si esauriranno e senza certezza di poterne utilizzare altri per cercare di dare una copertura salariale ai tanti lavoratori/trici in cassa integrazione straordinaria e in contratto di solidarietà».
La preoccupazione dei sindacati di categoria Fillea, Filca e Feneal  «è enorme - continuano -. La rabbia e il senso di impotenza, che i lavoratori stanno vivendo, si sono percepiti nel silenzio assordante che c'è stato in assemblea, quando è stata spiegata la situazione. I lavoratori adesso attendono risposte e impegni concreti da Iter e dal mondo della cooperazione, perché non è pensabile che un pezzo di storia come Iter possa di colpo affondare. L’Iter è una cooperativa che ha alle spalle più di 100 anni di storia, considerata una potenza con al suo interno alte professionalità, esperienze, competenza e qualità. Non va neppure dimenticato quanto lavoro ha dato alle tantissime ditte appaltatrici e a tutto l'indotto produttivo. L’Iter è una cooperativa che ha dato lavoro e creato benessere su tutto il territorio. Per tutti questi motivi non possiamo rimanere indifferenti e in silenzio davanti alla deriva che questa importante cooperativa sta affrontando e non è nemmeno accettabile che questo problema cada nel silenzio più assoluto. I sindacati e soprattutto i lavoratori non staranno fermi ad aspettare passivamente  questo declino. Noi crediamo che l’Iter in primis, la Lega delle cooperative, la Federazione, il mondo delle cooperative, i consorzi, le istituzioni locali, i partiti, la politica nazionale (da diverso tempo vero assente della tutela del lavoro e delle aziende) siano chiamati e saranno chiamati a farsi carico del problema perché non è possibile che nessuno si sia accorto e si stia accorgendo che il settore della edilizia sta morendo nel silenzio più assoluto da parte di tutti».
Per queste ragioni la Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil metteranno in campo «tutte le azioni necessarie per tutelare i lavoratori dell’Iter - concludono -. Perché non possiamo permetterci che in un momento di crisi come questo possano sparire centinaia di posti di lavoro, ed è per queste ragioni che ci batteremo con ogni mezzo per rivendicare il sacrosanto diritto di lavorare».
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