Giudice di pace, futuro ancora incerto

Sul futuro del Giudice di pace di Faenza la situazione non è ancora risolta. Almeno per come la vede il coordinatore dell'ufficio giudiziario manfredo, Francesco Cersosimo. Dopo la chiusura della sede distaccata del tribunale, arrivata nel settembre scorso, adesso si aspetta di conoscere quali saranno le richieste ufficiali che arriveranno dal ministero della Giustizia entro fine gennaio. «A fine mese - spiega il giudice faentino - da Roma arriverà una comunicazione ufficiale che chiederà alle amministrazioni informazioni chiare sulla possibilità del mantenimento di questo servizio giudiziario di prossimità. Nello specifico - prosegue Cersosimo - verranno chiesti in modo definitivo chiarimenti su sede ed organico».
A Faenza, per ora, sembra che sul primo tema l'Amministrazione comunale abbia le idee ancora incerte. Le ipotesi in campo sono due. La prima è quella che prevederebbe la possibilità di mantenere la sede, che ora ha un costo di circa 30mila euro l'anno senza contare gli stipendi, negli attuali spazi dell'ex palazzo di giustizia. «Per avere la conferma definitiva - spiega però l'assessore Claudia Zivieri - dobbiamo aspettare di sapere se il passaggio, a titolo gratuito, della proprietà dello stabile, oggi demaniale, sarà confermata o no». Se questa ipotesi non dovesse verificarsi allora l'intenzione di palazzo Manfredi, fatto salvi alcuni lavori di adeguamento della struttura, è quella di trasferire tutto nell'ex sede della polizia municipale in via Severoli. Intanto al primo piano dello stabile di corso Matteotti, l'ex sede del tribunale, sembra ormai certo l'arrivo degli uffici dell'Agenzie dell'entrate.
Sul secondo versante, quello della dotazione del personale, la situazione è altrettanto poco chiara. Attualmente le persone che lavorano in seno all'ufficio del giudice di pace sono sette: «Personale - sottolinea Cersosimo - che è assolutamente da confermare visto il lavoro che abbiamo e che aumenterà nel corso del tempo visto le competenze giudiziarie che non potranno che crescere ancora». Per riuscire a trovare una soluzione definitiva il giudice faentino chiede al Comune «visto il futuro che si preannuncia per la provincia di Ravenna» di lavorare affinché «da Ravenna si possa far arrivare proprio personale in seno all'Ufficio che coordino».
Per quanto riguarda il 2013 l'attività dell'Ufficio del Giudice di pace di Faenza è andata in crescendo. Il lavoro è cresciuto del 10% rispetto al 2012 passando da 1.446 a 1.594 pratiche (circa 3.500 persone interessate). Nel 2013 sono cresciute dell'11% le cause ordinarie civili e del 34% i decreti ingiuntivi. Calano invece le opposizioni alle sanzioni amministrative (-23%), le sentenze civili (-41%) e quelle penali (-12%).
Riccardo Isola