Le banche italiane "hanno ridotto
all'osso i propri margini". Lo sottolinea il presidente
dell'Abi, Antonio Patuelli, nella relazione d'apertura
dell'assemblea dell'Associazione bancaria.
IL VIDEOLa relazione dell'Abi "La forbice fra
raccolta di risparmio e impieghi, sempre medi - afferma
Patuelli - e' passata dai 300 punti base di prima della crisi
ai circa 170 attuali, il margine piu' basso di tutta
l'operativita' commerciale di ogni genere in Italia". Le
banche, osserva il presidente dell'Abi, "meritano piu'
rispetto, senza preconcetti e senza venire confuse con chi ha
causato la crisi". Le banche, aggiunge Patuelli, "meritano piu'
rispetto per i grandi passi fatti avanti in questo ventennio,
per gli investimenti, per l'innovazione, perche' affrontano la
crisi senza alcun aiuto di Stato e soltanto con mezzi propri e
dei propri azionisti". Patuelli definisce "esemplare" il ruolo
delle Fondazioni, "investitori istituzionali stabili e di lunga
prospettiva". Sulle banche pesano imposte "sproporzionate" che
frenano l'aumento dei prestiti. E' quanto afferma il presidente
dell'Abi, Antonio Patuelli, in occasione dell'assemblea
dell'Associazione Bancaria Italiana. "Con forte senso di
responsabilita' - sottolinea Patuelli - ci rendiamo conto che
non e' maturo il momento della complessiva riduzione delle
imposte sulle banche, anche se segnaliamo con forza che il
comparto bancario e finanziario in genere e' oberato da imposte
deliberate soprattutto negli anni precedenti alla crisi e che
sono oggi del tutto sproporzionate, anche confrontate agli
altri principali paesi europei, e rappresentano, con il forte
costo del rischio di credito di questi anni, il principale
freno per aumentare i prestiti".