Tentano rapina in banca, ma fuggono, arrestata banda di napoletani

Bassa Romagna | 04 Febbraio 2017 Cronaca nera
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Grazie ad una complessa ed efficace attività di coordinamento tra varie stazioni dei carabinieri e al prezioso aiuto fornito dalle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, tre pregiudicati napoletani sono stati arrestati per la tentata rapina alla filiale della Cassa di risparmio di Sant'Agata sul Santerno del 1 febbraio scorso. I tre, Mario Micillo, 68enne, Massimo Marotta 28enne e Giovanni Vacca 33enne, erano entrati in azione con un coltello, il volto travisato da cappellini ed occhiali, attorno al mezzogiorno, ma accortisi che un cliente aveva in mano il cellulare e temendo avesse già chiamato le forze dell'ordine, sono fuggiti a bordo di una Fiat 600 celeste, risultata rubata qualche tempo prima nel bolognese. Sul posto sono arrivati i carabinieri di S.Agata sul Santerno, i colleghi di Lugo e del Nucleo operativo per i rilievi. Le immagini della videosorveglianza interna ed esterna all'istituto hanno permesso di vedere i volti dei tre e, soprattutto vedere il "cambio" auto: dalla 600 ad un'Audi Q3. Sono state, invece, le telecamere poste nel centro di Sant'Agata che hanno consentito ai carabinieri di vedere la targa dell'Audi e risalire al proprietario, un campano. Ipotizzando che potesse trattarsi di una banda di rapinatori "in trasferta" e che potesse rientrare al sud, è stata diramata un'allerta alle stazioni dei carabinieri lungo l'E45. L'auto è stata, infatti, avvistata a Sansepolcro sulle 20 e i carabinieri di Ravenna hanno chiesto ai colleghi di Civita Castellana, competente per il territorio di Orte dove inizia l'A1 di effettuare un posto di blocco per fermarla. Alle 23,30 i tre sono stati intercettati dal posto di blocco e in auto sono stati trovati i cappellini, gli occhiali e il coltello pertanto una pattuglia del Nucleo operativo di ravenna, giunta sul posto li ha riportati nella città bizantina dove, dopo altri accertamenti, è stato chiesto il loro fermo, firmato dal Pm Angela Scorza. Sono in corso le indagini per capire se i tre possano aver commesso altri reati non solo in zona, ma anche in regione.
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