Ultimo appuntamento alle Cantine di Palazzo Rava per «Rigenerazione» giovedì 20

L’architetto Roberto Bosi fa parte del comitato scientifico dell’associazione culturale CHUB cantine hub - dispositivo di reti culturali, che ha curato alle cantine di Palazzo Rava la rassegna «Rigenerazione urbana: pensiero dispositivo di energia» (che ha visto il supporto del nostro settimanale SettesereQui) e presenterà giovedì 20 ottobre, alle 18.30, l’ultimo appuntamento che chiude un ciclo di incontri di architettura nel segno dei 4 elementi e della sinergia tra le diverse arti.
Durante il corso della serata sarà presentata la rivista dell’ultimo numero di Seigradi «Dagli orti in darsena a Edward Hopper», una rivista online che tratta di architettura, musica, cinema, letteratura, scienza e arte. Successivamente si terrà il dialogo - coordinato da Habitat 2020 con Marcello Bacchini e lo stesso Bosi - per conoscere il nuovo Bozen Architecture Festival: «Meanwhile» e i suoi organizzatori Giulia Motta Zanin, Matteo Graziosi e Michele Degiorgis.
Tra gli articoli di Seigradi ampio spazio è dedicato al progetto dello scorso anno del concorso di idee per il riuso temporaneo di un’area della Darsena di Ravenna, confinante con il tiro a segno attualmente occupato da orti abusivi.
Bosi spiega l’importanza della rassegna e del concorso di idee.
Un consuntivo sulla rassegna di quest’anno?
«Credo che ci sia stata una grande coerenza tra i vari incontri grazie al filo conduttore dei 4 elementi che ha permesso di tenere insieme musica, arte, architettura e cibo con le cene a tema che hanno reso più chiaro anche il tema dei singoli incontri. È una rassegna sinergica che ha permesso di passare da argomenti più artistici a quelli più architettonici. Si è spostato anche l’asse di interesse: dagli esperti del settore alla gente comune. Un buon risultato».
Perché si parla del Festival di Bolzano?
«Perchè è il primo festival che viene dopo un ventennio caratterizzato, sul territorio, da architettura di grande qualità sia per quanto riguarda il restauro che il contemporaneo. E’ un festival che parte dal basso, dai giovani e pone un punto di vista diverso su quello che serve alla città. Promuove l’architettura e le persone che la utilizzano, offrendo un’occasione di scambio interdisciplinare».
Lei era nella giuria che ha scelto i progetti che hanno partecipato al concorso di idee sulla darsena, cosa l’ha colpita?
«Il coraggio dimostrato in questi progetti. E’ vero che molti de partecipanti erano dell’hinterland ravennate e quindi conoscevano l’area, le limitazioni, i problemi, ma hanno avuto il coraggio di fare delle proposte contemporanee come succede anche in Nord Europa. Dal primo premio alla menzione sono progetti ambiziosi ma anche realizzabili. L’architetto Francesca Proni del Comune di Ravenna a Siena durante il convegno Remixing Cities n.2 a Santa Maria della Scala, sabato scorso, parlando di rigenerazione urbana ha portato l’esempio di Ravenna come caso particolarmente interessante».
www.facebook.com/cantinedipalazzorava cantine.hub@gmail.com, 338/1584910.