Riolo, i giochi dimenticati tra «Mare e collina»

Faenza | 16 Giugno 2016 Appuntamenti
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A Riolo Terme alla ricerca del piacere del gioco. Sabato 18 giugno, all’interno della trentanovesima sagra Mare e Collina, prenderà il via la prima edizione di «Züg, festa dei giochi senza tempo e senza età».
«Abbiamo approfittato di questa sagra - ha dichiarato la presidente della Proloco di Riolo Terme Paola Berti - che cade tra la fine della scuola e l’inizio dell’estate per abbinarvi, siccome la nostra tendenza è sempre quella di andare oltre l’aspetto culinario, questa prima edizione di Züg. La volontà è quella di inserirvi e far conoscere tutti i giochi dimenticati e, soprattutto, quelli che non necessitano di energia elettrica e che si possono anche fabbricare. Le danze si apriranno sabato alle 21 con Züg Dance, serata in cui si potrà ballare al parco Pertini sulle note delle più belle sigle dei cartoni animati».
Per l’occasione Riolo Terme ospiterà anche un Museo del Gioco. «A questo proposito - ha spiegato Paola Berti - ho dapprima conosciuto e contattato Giorgio Reali, presidente dell’Accademia del Gioco dimenticato di Milano, che sarà con noi a partire da venerdì, anche se Zug entrerà nel vivo la domenica. Lui allestirà un Museo del Gioco dimenticato alla Rocca e, insieme a un collaboratore, organizzerà laboratori per tutto il paese durante i quali verranno costruiti dei giochi che verranno poi utilizzati in seguito. Inoltre abbiamo chiesto aiuto all’associazione ferrarese ‘Nonno insegnami a giocare’, che ha fatto delle ricerche e rispolverato 25 giochi diversi, originari di varie parti della penisola, che i nonni possono fare coi nipoti e che verranno riuniti in una piattaforma di oltre 40 metri quadrati, dove ognuno potrà giocare gratuitamente. Questa troverà posto nella piazza antistante la Rocca». (Carlo Alberto Nenni)
Sempre domenica 19, al parco Pertini si giocherà «in grande». «Per allestire questo spazio - ha riferito il presidente Pro loco - ci darà una mano la Compagnia delle Biglie di Ravenna, che porterà un campo da biglie gigante e altri campi da gioco tradizionali. La società Drago Blu ci porterà invece i giochi da terra giganti, come la dama, lo shangai, forza quattro e i giochi di legno».
Un obiettivo al tempo stesso ludico e sociale. «La nostra idea - ha concluso Paola Berti - è quella di trasformare il paese in una piccola Isola che non c’è. In questo nuovo modo di isolarsi, dato dalla diffusione delle nuove tecnologie, c’è una grossa perdita, quella della comunità, del fatto che ci sono cose che si possono fare insieme. Il gioco invece è un momento di socializzazione a tutti i livelli e a tutte le età che fa perdere il contatto con tutte le distinzioni tipiche come colori, razze e religioni. Rimane solo il piacere del gioco. E soprattutto, come si può leggere nel nostro volantino: non si è mai troppo giovani per imparare a giocare e non si è mai troppo vecchi per smettere».

 
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