Massimo Bucci nominato Cavaliere del Lavoro. Sabato mattina open day alla Iemca

Faenza | 10 Giugno 2016 Economia
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«L’iter che segue questa nomina sapevo che era avviato e la proposta avanzata da Prefettura, Camera di Commercio e istituzioni della nostra provincia a dicembre 2015 era in esame, visto che mi erano state chieste una serie di informazioni. Sono iter lunghi e sapevo che le proposte erano veramente molte, non immaginavo di essere tra i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro nominati, insigniti di questo onore dal Presidente Mattarella. Per questo sono a maggior ragione gratificato. Ma una cosa tengo a sottolinearla con forza: il riconoscimento è vero che è formalmente personale, ma in realtà, concretamente, è per tutte le persone che lavorano con me. Senza di loro, senza la loro passione e abnegazione, non saremmo arrivati a questi risultati e non sarebbe arrivato questo riconoscimento. A loro va la mia gratitudine». Massimo Bucci commenta così, con lo stile e la signorilità che da sempre lo contraddistinguono, la nomina da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Cavaliere.
L’ascesa imprenditoriale di Massimo Bucci iniziò nel 1985, a soli 34 anni, prese in mano la Cisa dopo la prematura scomparsa del padre Roberto (anch’egli Cavaliere della Repubblica). Nel 1999, al termine di vicissitudini familiari articolate, vendette le sue quote dell’azienda e fondò il Gruppo Bucci (motivo del riconoscimento) tenendo Iemca e Giuliani. In seguito furono acquisite nel 2000 la Riba, nel 2003 la veneta Sinteco e nel 2005 Vire, mentre nel 2012 fu fondata Top Carbon, joint venture col colosso cinese Zoomlion a controllo faentino (51%). Bucci Industries lavorano nei settori dell’automazione industriale, delle macchine utensili, della robotica per il packaging e nelle lavorazioni di componenti in carbonio e di materiali compositi avanzati. Realizza il 75% del fatturato all’estero e occupa circa 635 dipendenti in Italia e 215 all’estero.
Distinto, dai modi gentili ma dalla mano ferma, Bucci ha guidato gli Industriali ravennati e quelli emilianoromagnoli. A pesare come elemento di distinzione nella selezione molto precisa e severa «sono stati probabilmente anche i tanti giovani assunti nell’ultimo periodo, l’importanza della formazione soprattutto nei nuovi mestieri e mercati che stiamo portando avanti ad esempio con Riba, ma non solo», commenta.
In ottobre si terrà l’evento ufficiale al Quirinale.
Intanto sabato 11 giugno saranno aperti al pubblico (dalle 9 alle 12 previa registrazione obbligatoria; maggiori info al numero 0546/698000) gli stabilimenti di Iemca, Giuliani, Riba e Vire. (c.f.)


Foto Raffaele Tassinari
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