Volley A2, Consar Rcm-Coscione, linea alla regia: «A 42 anni il segreto è l’alimentazione»

Romagna | 26 Giugno 2022 Sport
Marco Ortolani
«Prima non potevo io, poi non potevano loro…». L’aggancio fra Manuel Coscione e il volley ravennate si è compiuto in questo 2022, per la studiata eccezione voluta da Bonitta alla linea verde che caratterizzerà l’organico della Consar Porto Robur Costa. Un aggancio che, in passato, si era paventato per il rango di «romagnolo acquisito» attribuito a Coscione dopo 15 anni di residenza a Cervia, andato a buon fine dopo il lunghissimo girovagare del palleggiatore cuneese (15 maglie diverse in 27 anni di carriera). Quarantadue anni sono una bella età per il volley: «Sì - conferma Coscione - ma il mio ruolo di regista è soggetto a stress fisici minori. Inoltre, come è evidente dagli esempi di altri sport, l’evoluzione delle tecniche di preparazione e di fisioterapia e i materiali tecnici molto migliorati consentono una miglior gestione del corpo e l’allungamento delle carriere. Un tempo, dopo milioni di salti con calzature e superfici molto meno adatte, una carriera così lunga sarebbe stata impensabile». Questi i segreti della sua smagliante condizione? «Ce n’è soprattutto un altro che curo con attenzione, anche se non con fanatismo: da sei anni ho seguito i consigli alimentari del medico che ho conosciuto a Vibo ed ho praticamente eliminato la pasta, sostituendola con altri cereali e rinforzando la parte proteica. Ma sono pratiche ormai diffuse ovunque: le vecchie teorie del gran piatto di pasta a pranzo e della bistecca a cena sono ricordi del passato». «La società - riprende Coscione passando all’attualità - non mi ha messo pressione: è evidente che il mio compito sarà soprattutto quello di mettere in evidenza le qualità e la crescita dei giovani che faranno parte della rosa. So che sono quasi tutti esordienti o quasi e molto promettenti, ma mi è difficile indicare un valore o una prospettiva di classifica, perché non li ho mai affrontati, nemmeno da avversario. Il campo darà le risposte, io spero che siano veloci ad adattarsi alla categoria. Bonitta sa lavorare con la tecnica: è stato mio coach per un brevissimo tratto a Taranto. Mi fido di lui e del suo progetto». Cosa pensa di Ravenna? «Una piazza storica e importante. Sono venuto tante volte da avversario al Pala De Andrè, ma quest’anno giocheremo al Costa, un impianto piccolo e raccolto, ma funzionale. Il soffitto è piuttosto basso, ma le luci e i riferimenti visivi sono migliori di molti altri impianti dove ho giocato. Tiene 1.000 spettatori, spero di trovarlo sempre pieno, anche se so che saranno i risultati a spingere il pubblico a seguirci».
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