Coronavirus, l'attesa e i dubbi di Milena Baldassarri verso Tokyo 2020: "Mi alleno a porte chiuse e cerco di non guardare troppo avanti"

Romagna | 21 Marzo 2020 Sport
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Gabriele Cocchi
Per Milena Baldassarri, la ginnasta ravennate classe 2001 con in tasca la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo, è un periodo di allenamenti ma non ovviamente di gare a causa dell’emergenza legata al Coronavirus che sta coinvolgendo l’intero pianeta, mettendo in dubbio lo svolgimento del grande evento a cinque cerchi. «Ovviamente spero che i Giochi si possano disputare regolarmente nelle date previste, perché significherebbe che l’emergenza è rientrata, o al limite posticipati di qualche mese. Non è facile non pensare a tutto quanto ci sta succedendo attorno anche perché ci tocca da vicino tutti. Da parte mia, per restare per quanto possibile tranquilla, cerco di non guardare troppo avanti, cercando di concentrarmi molto nel preparare gli esercizi del programma completo curando i minimi dettagli. Così ndo tengo occupata la mente sui minimi particolari delle esecuzioni ed al riguardo le sensazioni sono buone, anche se ovviamente mi manca il confronto diretto con le avversarie».
L’ultimo grande evento a cui aveva partecipato erano stati i Mondiali di Baku in Azerbaijan, dove ha conquistato il pass, poi qualche gara minore e quindi la sospensione. A livello personale come si è programmata?
«Continuo ad allenarmi a porte chiuse a Fabriano nella palestra della mia società Faber, ovviamente spero si torni presto alle competizioni e tutto rientri gradualmente nella normalità. Nei prossimi mesi erano previste alcune tappe di Coppa del Mondo, ci hanno comunicato che le gare sospese verranno recuperate, mentre in aprile sono previste delle tappe di Coppa del Mondo a cui intendo partecipare in modo tale che gareggiando posso testare il grado di preparazione e di competitività. Qualcuna forse salterà, ma conto sul fatto che almeno qualcuna si possa disputare, mentre a fine maggio disputerò gli Europei a Kiev».
Ragioniamo in ottica olimpica: pensa di potere competere per una medaglia a Tokyo?
«In ogni esercizio cerco quel qualcosa che si avvicini il più possibile alla perfezione, pur sapendo che non esiste ed è inarrivabile, ma lo scopo è la costante ricerca di poterla avvicinare ed inseguendo questo obiettivo mi alleno tantissimo, senza pause, ed ogni giorno di allenamento metto il cento per cento ed analizzo anche il minimo dettaglio. Questo farò fino alle gare olimpiche qualunque possa essere la data di svolgimento: lavorare bene e duramente ritengo sia il modo migliore per non rimanere schiacciati sia dall’incertezza su quando si faranno e sia dall’emozione nell’avvicinarsi possibilmente tranquilla alla pedana giapponese. Sono consapevole che ogni avversaria cercherà di dare il meglio del proprio repertorio perché questo è l’appuntamento della vita, ma sono consapevole che io stessa mi farò trovare pronta al meglio delle mie possibilità e cercherò di avvicinarmi al podio pur sapendo che non sarà per nulla facile. Poter partecipare alle Olimpiadi è una gran bella soddisfazione e gratificazione per la costanza e l’impegno che ho sempre messo in ogni esercizio». 
E pensare che aveva iniziato con il nuoto.
«Ancora non sapevo camminare che già mi portarono in piscina, sicuramente ha influito mia madre, che ha fatto parte della nazionale russa di nuoto, sfiorando la qualificazione olimpica e restando a casa come prima riserva. Ho continuato fino a sette anni, poi ho scoperto la ginnastica ritmica e sono rimasta folgorata. Ma quella parentesi in piscina mi è servita molto per la coordinazione e per conoscere il mio corpo».
Nella classifica finale All Around dell’ultimo Mondiale ha ottenuto il settimo posto, che le ha consentito di staccare il biglietto per Tokyo.
«L’obiettivo principale era quello di ottenere la qualificazione perché andavo a realizzare il sogno di una vita, con la possibilità di partecipare all’evento planetario più importante che esista. Ora la testa è proiettata verso le tappe di Coppa del Mondo dove parteciperà il gotha della ginnastica mondiale e quindi saranno prove molto attendibili».
Come si aspetta i Giochi?
«Se le date olimpiche rimarranno tali, gareggerò il 7 agosto, e spero anche il giorno successivo perché significherebbe essermi qualificata per la fase finale. Non vedo l’ora di essere sulla pedana olimpica, partecipare alle Olimpiadi sarà una emozione unica ed irripetibile, ma non sarà un punto d’arrivo».
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