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Al Rasi la rassegna «Ravenna viso-in-aria». Parla il codirettore Argnani

Romagna | 18 Ottobre 2020 Cultura
Elena Nencini
La stagione di Ravenna Teatro al Rasi a Ravenna parte nonostante tutto e punta sull’unione con le altre associazioni della città, proponendo incontri, teatro civile, spettacoli per bambini, danza e molto altro. Due mesi di intensi appuntamenti quelli di «Ravenna Viso-in-aria», un prologo alla stagione vera e propria di teatro contemporaneo, che si tiene fino alla fine di dicembre. La stagione teatrale si apre con un dialogo insieme a tante (quasi una trentina) delle energie teatrali ravennati.
Questa sorta di festival che si dipanerà tra ottobre e dicembre sarà anch’esso una chiamata, un dialogo con poetiche e linguaggi diversi, un viaggio che incontrerà più percorsi performativi, con grande attenzione al rapporto con le nuove drammaturgie e alla relazione tra diverse generazioni. A raccontare l arassegna è  Alessandro Argnani, co-direttore insieme a Marcella Nonni di Ravenna Teatro.
Com’è impostata la rassegna «Ravenna Viso in aria»?
«E’ un dialogo con la città e conferma che Ravenna è una realtà che produce teatro. Raccogliamo la semina di un’esperienza trentennale che ha permesso alle generazioni successive di riconoscere Ravenna come una città di produzione. Vogliamo urlare ai ravennati che il teatro, in maniera responsabile, si può fare. Si può tornare a guardare gli spettacoli, rispettando, come noi facciamo, tutte le regole».
Cosa significa tornare a teatro dopo il lockdown?
«Dopo questi mesi ci dobbiamo preparare alla festa. Dobbiamo ritornare alla festa del teatro e rimettere quotidianamente il teatro al centro della vita della città. Dopo il periodo nero del lockdown ripartiamo con una chiamata di artisti che hanno le radici piantate qui ma hanno gambe per andare fuori».
Com’è andata durante la chisura per l’emergenza l’epoca Covid?
«Ho sentito fortemente la mancanza in epoca covid del fare teatro. Questa roba ci ha ferito, ci ha toccato, il teatro deve fare i conti con le contraddizioni dei suoi tempi. Siamo di fronte a una pandemia visibile, forte, ma non è diversa da tante altre tragedie che ci accompagnano. Non dobbiamo dare per scontato alcune cose: andare a teatro con la mascherina, distanziati, non poter vivere di quel contagio positivo che si danno gli spettatori è difficle , ma non impossibile. La responsabilità dell’artista è cogliere le contraddizioni, capire questo. Il covid ci ha insegnato pazienza. Noi vogliamo fare la nostra stagione dei teatri, se uno è responsabile i luoghi di spettacolo possono e debbono essere vissuti. Bisognerà capire come gestire gli abbonamenti per esempio: perchè su un massimo di 200 spettatori che si possono avere al Rasi noi abbiamo 2000 abbonati».

Biglietti in vendita su vivaticket.it, giovedì dalle 16-18 presso la biglietteria del teatro Rasi e da un’ora prima di ogni spettacolo
Ravenna Teatro tel. 0544/36239, info@ravennateatro.com, Fb e Instagram.
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