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Ivano Marescotti darà voce alla «Divina Commedia» al porto di Classe

Ravenna | 04 Aprile 2021 Cultura
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Elena Nencini
Fa parte dei 29 progetti scelti dal Comune di Ravenna nell’ambito delle celebrazioni dantesche per il 2021 e che si spera si realizzeranno quest’estate: La Commedia è proposto dalla società Patàka e prevede l’interpretazione di 16 canti della Divina Commedia in otto incontri all’Antico Porto di Classe. 
Protagonista Ivano Marescotti, affiancato in ogni incontro da un diverso lettore, scelto tra artisti o anche semplici cittadini (dal 26 giugno al 28 agosto). Marescotti, accompagnato dall’arpa di Marianne Gubri, leggerà ed interpreterà i canti più significativi dell’opera fiorentina, muovendosi tra il fiorentino e il dialetto della bassa Romagna. Una contaminazione di lingue e di culture.
Marescotti, reduce da poco da una puntata dello sceneggiato televisivo Makari su Rai2, racconta del nuovo progetto dantesco. 
Marescotti, come è nata l’idea di questo spettacolo?
«Abbiamo aderito alla call del Comune presentando un paio di progetti. Ad essere accettato è stato proprio quello relativo alla lettura di alcuni canti della Divina Commedia. Io sono l’unico ad avere realizzato per Zanichelli, nel 2011, la lettura integrale di questa opera. 
Ogni serata realizzata all’antico porto si ascolteranno due canti, io ne leggerò uno per sera, accompagnato dall’arpista Marianne Gubri, con le musiche scritte da Roberto Passuti. Non si tratta di una lettura pedissequa ma di un vero e proprio un intrattenimento di circa un’oretta».
Un posto ideale l’antico porto per ripartire quest’estate?
«Si, è all’aperto, le sedie sono distanziate, Covid permettendo sarà una bellissima esperienza. Non so ancora chi mi accompagnerà in questa avventura, ma si accettano proposte. Potranno partecipare anche semplici appassionati, a cui naturalmente darò indicazioni di natura registica, prima dell’incontro. Non bisogna leggere a capocchia».
Come ha scelto i canti da presentare?
«Avrei voluto fare la lettura integrale della Commedia, ma ci voleva un intero anno. Io credo che a Ravenna andrebbe fatta una lettura qualificata per sempre, ogni giorno un canto, ma letto da professionisti. Per i canti ho scelto quelli più suggestivi, più conosciuti, come Paolo e Francesca, il conte Ugolino per l’Inferno. Per il Purgatorio il canto XIV dove si parla della Romagna e in particolare si cita Bagnacavallo (“Ben fa Bagnacaval, che non rifiglia” ). Per il Paradiso invece non si può non leggere l’ultimo canto, uno dei più pezzi di poesia di tutti i tempi».
Come tutti avrà studiato Dante a scuola, poi che è sucecsso?
«Ai miei tempi era diverso, si studiava Dante in italiano, ma dopo l’Inferno diventava meno interessante perché c’erano pochi peccatori. Lo studiavamo puntando al 6 meno meno. Invece poi ho scoperto che la poesia di Dante è musica, va ascoltata, va letta ad alta voce, devi sentire l’endecasillabo, la rima incatenata nelle terzine. Quello che conta è la poesia. E’ fondamentale in Dante capire il testo e la musicalità». 
Un personaggio a cui è particolarmente affezionato?
«Ho fatto uno spettacolo umoristico sulla Divina Commedia, Dante un pataca, dove ho mescolato dialetto romagnolo e italiano. Ho amato molto proprio alcuni personaggi che riproporrò al porto di Classe come Paolo e Francesca, che hanno una composizione poetica molto visiva, e il conte Ugolino, molto drammatico nel mio spettacolo. Sono personaggi fortemente poetici e drammatici».
Il lavoro realizzato per Zanichelli nel 2011 è stato impegnativo?
«Sono uniformi le difficoltà per i canti: ma ci ho messo un anno a incidere. Un canto lo registravo in un giorno intero, poi si facevano le prove, le incisioni, i post produzione per gli effetti sonori.  Mi piace che sia stato utilizzato anche per le scuole. Inoltre attraverso il cellulare si puo ascoltarlo comodamente».
Progetti futuri?
«Dovrei fare di un film a maggio, ma la situazione non è facile, ho diversi amici che hanno avuto il covid, siamo una fascia a rischio, per fortuna ho il vaccino prenotato per il 15 aprile. Ho tanti appuntamenti per l’estate e alcuni film, vedremo se ci saranno le condizioni».
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