Basket A2, prima da ex al De Andrè per Martino: "Se adesso alleno la Fortitudo, il merito lo devo soprattutto a Ravenna"

Romagna | 08 Marzo 2019 Sport
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Sandro Camerani
In estate, era arrivato a Bologna sponda Fortitudo accolto con un certo favore da parte della tifoseria più calda, estrema ed anche più giovane, visti anche i tre successi colti con Ravenna contro l’Aquila. Ma anche dallo scetticismo tipico del tifoso più navigato, quello che ne ha viste di ogni, il Barone Schull e Carlton Myers, Repesa e Boniciolli ma anche Pancotto e Sacrati. E’ il destino della Fortitudo, dalle stelle alle stalle, mai però per difetti di campo, quanto soprattutto per disastri societari. Per conquistare definitivamente le due anime del tifo biancoblù, però, coach Antimo Martino ha impiegato pochissimo, grazie alle sue doti di carisma senza presunzione, di comunicazione non a senso unico, dell’ambizione tipica di chi sa di avere a disposizione l’occasione della vita, l’autentica rampa di lancio, e non vuole sprecarla. Così, già a metà del girone di andata, ogni ingresso in campo al Pala Dozza di Antimo Martino è stato accolto da applausi convinti e un coro dedicato. Martino è a sette partite dalla storia, perchè è chiarissimo che una promozione al primo anno di panchina lo proietterebbe di diritto in mezzo all’elenco dei personaggi più significativi della leggenda Fortitudo. Ma, per entrare, dovrà vincere sei delle ultime sette. E la prima della lista è una partita spaccacuore: OraSì-Fortitudo. Per la serie: un lungo ed emozionante viaggio nell’album dei ricordi e un incrocio indiscutibilmente diverso da tutti gli altri. «E’ naturale che tornare al Pala De Andrè, la prima volta in assoluto da avversario - dice il coach molisano - mi provocherà non poca emozione, in particolare prima dell’inizio della partita. Se sono arrivato alla Fortitudo lo devo anche al Basket Ravenna, al presidente Vianello, a tutti i collaboratori di quattro anni bellissimi, che non potrò mai dimenticare. Mi farà piacere rivedere loro ma anche i tanti amici che mi sono fatto a Ravenna e naturalmente i tifosi: in sostanza, sarà una domenica molto speciale, ma anche per l’importanza che rivestirà poi la partita sulla nostra classifica». 
Sei ore prima del match del Pala De Andrè andrà in scena Treviso-Montegranaro, scontro diretto tra le due inseguitrici della Fortitudo nella corsa alla promozione diretta. Ma non sarà un’arma a doppio taglio, per l’Aquila: in caso di vittoria marchigiana, infatti, la Fortitudo sarà «obbligata» a vincere per restare prima, se invece prevarranno i veneti la squadra di Martino sarà molto stimolata dalla prospettiva di assestare un colpo forse definitivo (a quel punto le basterebbe vincere 4 delle restanti 6 gare, sempre che l’Extralight faccia percorso netto) alla lotta per il primo posto. «Noi giocheremo a Ravenna e con la testa a Ravenna, la Coppa Italia non ha lasciato scorie nonostante le tre gare in tre giorni e la sconfitta in finale contro Treviso, quindi sono molto fiducioso. Del resto, ho la fortuna di allenare un roster pieno di campioni, cosa che oltre a facilitare il mio lavoro offre tante garanzie».
Anche se non l’ha mai ammesso, il ciclo di Antimo Martino a Ravenna era da considerare ormai terminato, quindi la chiamata della Fortitudo è arrivata al momento giusto. «Le due società, la scorsa estate, mi hanno dato questa grande opportunità e naturalmente le ringrazio - conclude il coach della Effe - ovviamente avrei firmato ad inizio stagione per trovarmi in testa con due punti e lo scontro diretto di vantaggio. Ma la strada per vincere è ancora lunga, dico solo che spero di ricambiare la fiducia della società e l’affetto dei tifosi regalando loro, assieme a tutta la squadra, una grande soddisfazione».  
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