Stabilimento e linee nuove, Unigrà cresce la gamma dei prodotti

Bassa Romagna | 31 Dicembre 2013 Economia
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Uno stabilimento nuovo con 3 linee di produzione per realizzare una gamma di prodotti mai fatti. Con questo investimento (15/20 milioni) ci saranno anche nuove assunzioni, circa una trentina nell’arco del 2014.
Il gruppo Unigrà della famiglia Martini di Lavezzola (Conselice) si conferma solido nonostante la crisi che tocca anche i settori dell’industria alimentare.
«Rilanciamo la nostra sfida anche nel nuovo anno, nonostante il periodo non sia certo agevole, complice pure una tassazione elevatissima ed una burocrazia ormai insostenibile nel nostro paese - sottolinea Gian Maria Martini, amministrato delegato di Unigrà -. Cerchiamo di resistere su più mercati, il 70% del nostro fatturato (circa 430 milioni nel 2013) arriva dal contesto italiano, che però ormai è saturo e purtroppo da alcuni anni non vede segnali positivi».
Il restante 30% arriva dall’estero su cui punta sempre di più Unigrà: circa 40 milioni vengono realizzati dall’Europa, poi Sud America (Brasile e Cile soprattutto), Medioriente che sta prendendo sempre più quota e Sudest asiatico, con la Cina che potrebbe diventare un terreno molto fertile per i Martini.
«Continuiamo ad investire e a cercare di migliorare logistica ed infrastrutture, ma non è affatto facile con norme burocratiche che ti imbrigliano in maniera gravosa - sottolinea invece Davide Magnani, manager di Unigrà -. Vogliamo rafforzare l’attività produttiva, il nuovo investimento ci permetterà di diversificare ulteriormente la nostra offerta nelle decine di mercati in cui siamo presenti».
C’è poi il settore energia (che fattura circa 50 milioni di euro l’anno) avviato alcuni anni fa (nel 2009) con l’accensione della centrale, dopo alcuni intoppi di tipo «ambientale».
Complessivamente Unigrà oggi occupa circa 350 dipendenti più l’indotto, per un totale di oltre 500 lavoratori che ruotano attorno al gruppo.
«L’obiettivo del nuovo anno è quello di consolidare i mercati esteri e resistere in Italia - confermano Martini e Magnani -, poi ci saranno i primi passi della bretella ferroviaria, i tempi si sono allungati molto rispetto al progetto iniziale, nel 2014 ci sarà la parte operativa dei lavori, sopporteremo un costo di circa 700mila euro per spese di adeguamento delle linee».
Dopo l’attesa di alcuni anni, la partenza del cantiere ferroviario potrebbe facilitare non poco l’approdo di Unigrà sulle banchine del porto di Ravenna.
«Siamo interessati allo scalo bizantino, eccome, ma anche in passato quando abbiamo tentato di avvicinarci la situazione da apparentemente fluida diventò molto complicata e abbiamo dovuto rinviare il nostro approdo. Spero sia la svolta decisiva con l’allacciamento ferroviario, questo ci permetterebbe di migliorare molto la nostra logistica, come pure il trasporto e lo stoccaggio delle materie che lavoriamo».

Lavori alla bretella ferroviaria nel 2014
Si è conclusa la complessa procedura per il rilascio dell’autorizzazione a costruire il raccordo ferroviario che collegherà l’azienda Unigrà alla linea ferroviaria Conselice-Lavezzola. L’apertura del cantiere è prevista entro la primavera del 2014 e sarà completato entro il 2016. L’autorizzazione è stata rilasciata dal Comune di Conselice dopo un lungo iter burocratico che ha coinvolto anche l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, la Provincia di Ravenna, la Regione Emilia Romagna, i Vigili del fuoco di Ravenna, l’Arpa, Il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, le Ferrovie dello Stato. Il raccordo ferroviario, attraverso un intervento di adeguamento tecnologico della linea esistente, collegherà Unigrà al porto di Ravenna e a tutta la rete ferroviaria nazionale e internazionale, eliminando così almeno 1.500 tir all’anno dalla rete viaria locale. L’opera permetterà uno sviluppo più sostenibile dell’importante azienda alimentare conselicese, che nonostante la crisi esporta i propri prodotti alimentari in oltre cento Paesi nel mondo e continua ad assumere lavoratori, investendo risorse per rafforzare il proprio apparato produttivo.  Ora il prossimo step per l’azienda, che finanzierà l’intervento di adeguamento tecnologico della tratta esistente, sarà avviare un tavolo di lavoro con le Ferrovie dello Stato.

Manuel Poletti
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