Rimini, Confcooperative Romagna al primo congresso, il presidente Neri: «Coop sociali, serve più sostegno del pubblico»

Romagna | 26 Gennaio 2024 Economia
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Manuel Poletti - «Se non avessimo fatto 4 anni fa Confcooperative Romagna in questi anni difficili avremmo faticato molto di più. Il bilancio è posiitvo, anche per questo mi ricandido presidente. In generale serve più collaborazione fra pubblico e privato, una collaborazione che vada a vantaggio degli utenti. Sul sociale è indispensabile, altrimenti la cooperazione non reggerà».
E’ l’analisi del presidente uscente, il forlivese Mauro Neri, che verrà confermato. Ben 640 cooperative, per un totale di 160.000 soci, 35.000 occupati e un fatturato aggregato che sfiora i 7 miliardi di euro grazie anche a tante big nazionali dell’agroalimentare fra cui Conserve Italia, Orogel, Amadori, Agrintesa, Caviro: sono i numeri importanti di Confcooperative Romagna che affronta venerdì 26 a Rimini il suo primo congresso, dopo la fondazione nel 2020.
Presidente Neri, qual è lo stato di salute dell’associazione che arriva al suo primo congresso?
«Io mi ripresento come candidato unico, l’associazione ci arriva con un bilancio positivo di questi 4 anni, considerando il contesto in cui abbiamo dovuto operare, fra Pandemia, crisi energetica e alluvione. Abbiamo affrontato diverse problematiche, soprattutto del mondo agricolo, ma alla fine l’andamento è comunque positivo, perché se non avessimo fatto Confcooperative Romagna, saremmo andati tutti molto peggio».
Fra le emergenze più evidenti c’è la cooperazione sociale. Cosa succede?
«Siamo abituati a gestire le crisi di tanti settori con implicazioni internazionali, ma nel mondo del sociale è urgente che anche l’ente pubblico deve darci un sostegno più forte. Va aggiornato il sistema di accreditamento con una tariffazione adeguata ai tempi, il lavoro deve essere maggiormente remunerato. Negli ultimi anni le case di riposo hanno sopportato bollette più alte, il costo degli alimenti è cresciuto, hanno sostenuto contratti più onerosi. Bisogna capire che le coop sociali sono determinanti e che le tariffe vanno adeguate, non c’è dubbio».
Dopo 8 mesi, la situazione post alluvione allarma ancora per i ritardi del Governo nei rimborsi a famiglie e imprese. Cosa ne pensa?
«Io ho incontrato il Commissario Figliuolo, ho fiducia nel suo lavoro. L’approccio che ha avuto al problema che gli è stato consegnato con ritardo va nella giusta direzione, personalmente mi dà grande fiducia. Sta lavorando per creare le migliori condizioni per utilizzare le risorse affidategli. I sindaci sbagliano ad alzare la voce? Non direi, l’attenzione va tenuta alta, ma bisogna mettersi nei panni di chi gestisce i soldi pubblici. Purtroppo non è stato fatto un censimento immediato dei danni causati dall’alluvione, quindi oggi è più difficile procedere con celerità».
Collina e montagna, oltre ai campi dipianura, soffrono ancora. Che criticità vede?
«I danni concreti ed economici sono molti trasversali, hanno toccato una vastità di attività, dai trasporti ai produttori agricoli diretti, ma anche nel sociale e nell’edilizia ci sono state criticità, in parte risolte nel breve periodo. Chi deve investire sulla casa e tante aziende devono farlo sui macchinari. Le maggiori problematiche sono nelle aree interne di collina e montagna, lì ci sono ancora situazioni tragiche. Il rischio di spopolamento per mancanza attività nelle nostre colline adesso è reale, bisogna intervenire per arginare  al più presto queste criticità».
Infine, l’Alleanza delle cooperative anche in Romagna è tramontata per sempre?
«Dal livello nazionale alla Romagna, la decisione è stata quella di riportare indietro di dieci anni il progetto che avrebbe previsto la nascita di una centrale unica. Peccato, ma a dire il vero qua da noi non eravamo andati poi così avanti e quindi non ci sarà alcuno stravolgimento. Dalle nostre parti si dice: “Per fare un fosso ci vogliono due sponde”, evidentemente entrambe non erano pronte. Noi applichiamo la decisione del livello nazionale, manterremo una rappresentanza unica su alcuni temi specifici. Un’occasione storica è passata, vedremo se in futuro matureranno le condizioni per riprovarci».
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