Ravenna , Camera di Commercio: preoccupa il settore manifatturiero

Romagna | 11 Febbraio 2024 Economia
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Nel 2023, il valore aggiunto ravennate è aumentato dello 0,4% rispetto al 2022, chiuso con un +3,5%, in misura inferiore, a causa dei tragici eventi alluvionali di maggio del 2023, sia alla media italiana, con un +0,7%, sia al dato riferito all’Emilia-Romagna, con un +0,9%. Lo ha reso noto l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna durante la riunione del tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali tenutosi venerdì 9 febbraio, nella sala Cavalcoli della Camera di commercio di Ravenna, alla presenza, tra gli altri, di Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio; di Castrese De Rosa, prefetto di Ravenna; di Michele de Pascale, presidente della provincia di Ravenna; di Guido Caselli, direttore del centro studi di Unioncamere Emilia-Romagna; e dei rappresentanti delle istituzioni, dei vertici delle associazioni di categoria.

Si tratta del fronte internazionale e del sistema delle imprese, però, quelli che preoccupano di più la Camera di commercio, coi significativi rischi al ribasso derivanti, in particolare, dalla crisi in medio Oriente e dall’irrigidimento delle condizioni di finanziamento. Tra le principali preoccupazioni dell’ente ravennate, nonostante la vivace dinamica dei servizi, con un +2,3% nel 2023 e con un +1,1% nel 2024, l’indebolimento del ciclo manifatturiero, che contribuisce a ridurre le prospettive di crescita del commercio internazionale e le quotazioni delle materie prime e dei prodotti energetici. In valore assoluto e al netto dell’inflazione, che già nel 2022, a Ravenna, aveva segnato il superamento dei livelli del 2019, con 11.200.000.000€, la tendenza alla crescita, anche se molto più rallentata, continua nel 2023, con 11.300.000.000€, e dovrebbe proseguire anche quest’anno, col raggiungimento della soglia di 11.400.000.000€.

Nel 2023, considerato il rallentamento del commercio mondiale connesso alle disfunzioni delle catene internazionali di produzione, l’export ravennate è stimato in calo, al netto dell’inflazione, del -10,6%, valore confermato dai dati registrati da Istat nei primi nove mesi dell’anno, con -8,5%, dopo il -5,8% a giugno dell’anno scorso. Nel 2024, le cose dovrebbero migliorare con un valore esportato, al netto dell’inflazione, in forte ripresa, stimato al +2,1%. E, sotto la pressione del contenimento di domanda interna e del commercio mondiale, nonché dell’inflazione ancora anomala, è calato anche il valore aggiunto prodotto dall’industria ravennate, che subisce una flessione del -2,6%; nel 2024, invece, riuscirà appena a tornare in terreno positivo, con uno +0,5%. Concluso il capitolo dei “superbonus”, il valore aggiunto reale delle costruzioni registra una crescita rallentata nel 2023, con un +3,7%, che contribuisce allo sviluppo complessivo, ma non più con una dinamica eccezionale come quella del 2022. La tendenza positiva si invertirà decisamente nel 2024, con lo scadere delle misure di sostegno adottate, conducendo il settore in recessione, con un -1,9%. Nel 2023, la fase di recessione dell’attività nell’industria e un deciso rallentamento della dinamica dei consumi, insieme all’aumento delle diseguaglianze, ha ridotto decisamente il ritmo di crescita del valore aggiunto nei servizi. con un +2,3%. Nel 2024, la contenuta crescita dei consumi permetterà al valore aggiunto dei servizi di continuare a crescere, ma più lentamente, con un +1,1%. Per il valore aggiunto dell’agricoltura, dopo la crescita stimata per il 2022, con un +3,1%, un risultato molto in recessione si prospetta per l’anno da poco conclusosi, con un -7,5%, dopo l’effetto degli eventi meteo negativi, tra cui alluvione e grandine, che hanno colpito particolarmente la provincia di Ravenna, che si sono accompagnati alle difficoltà che il settore sta da tempo registrando. Nel 2024, il recupero sarà difficile, e proseguirà il trend negativo, con una flessione del -2,7%.

Le indicazioni che emergono dall’indagine congiunturale tra le imprese manifatturiere da uno a cinquecento addetti, poi, vanno nella stessa direzione. Per il complesso dell’industria manifatturiera ravennate, nel terzo trimestre del 2023, il volume della produzione realizza un tendenziale +3,5%; ma è l’andamento in frenata degli ordini il segnale più evidente del peggioramento dell’attività, e si registrano valori già in ambito negativo, con un -0,2% per gli ordini complessivi. Maggior deterioramento si rileva per la componente estera, con un -2,6%, rispetto all’analogo trimestre del 2022. Più in affanno l’artigianato manifatturiero, sia sul fronte dei volumi produttivi, con un -2,4%, sia per i risultati del processo di acquisizione degli ordini, con un -2,1%. Soffre anche il comparto delle costruzioni, col fatturato che prosegue il trend in discesa, con un -2,1%, e ben lontano dal risultato medio del 2022, oltre un +5%. Per il commercio al dettaglio, le vendite risultano in moderato recupero, con un +2,7%, diffuso tra tutte le tipologie analizzate, tenendo conto degli effetti inflattivi in graduale rientro.

Infine, cresce la richiesta di cassa integrazione da parte delle imprese, segno di come gli eventi climatici catastrofici e il clima di incertezza sul fronte economico abbiano avuto ripercussioni negative sui livelli di attività. Per quanto riguarda il credito, a settembre il valore complessivo dei prestiti concessi al confronto col dato dello stesso periodo dell’anno precedente, per il secondo trimestre consecutivo, risulta in calo, con un -4%, col trend in peggioramento. Calano anche i prestiti bancari alle imprese, con un -6,7%, in particolare nel comparto manifatturiero, con un -7,1% rispetto al 2022, e in quello dei servizi, con un -8,7%, con pesanti conseguenze disincentivanti per gli investimenti.

In merito ai dati emersi durante la riunione del tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali tenutosi, svoltasi nella giornata di ieri, venerdì 9 febbraio, nella sala Cavalcoli della Camera di commercio di Ravenna, si è espresso Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, con le seguenti parole: “Per ridare lavoro a chi l’ha perso e ai tanti giovani che lo cercano, bisogna mettere l’impresa al centro di qualsiasi azione riformatrice, semplificando il quadro normativo e fiscale e lavorando con determinazione per combattere le inutili incrostazioni burocratiche che frenano i nostri imprenditori. Il modello di sviluppo nel quale crede la Camera di commercio è quello fatto di imprenditorialità diffusa, di distretti, di filiere, di reti e di territorio in cui le opportunità, modernizzazione e nuove tecnologie siano patrimonio di tutti. Per dare slancio alla crescita, rallentata a causa dei tragici eventi alluvionali del maggio del 2023, sarebbe, inoltre, fondamentale rendere operativa la zona logistica semplificata nella nostra regione, attraverso l’emanazione da parte del governo dei decreti attuativi oramai non più rinviabili, e perseguire l’approfondimento dei fondali del porto di Ravenna fino a 14,5 metri, dopo che, anche grazie al forte impegno dell’autorità portuale, è stata annunciata la conclusione anticipata della prima tranche dei lavori. Sul tema della semplificazione, e della capacità dello pubblica amministrazione di garantirne ovunque l’applicazione, passa gran parte del futuro del Paese”, ha concluso Guberti.

Anche Castrese De Rosa, prefetto di Ravenna, si è espresso in merito al tema con le seguenti affermazioni: “Tutti gli attori istituzionali e il mondo associativo ritengono che l’operatività della zona logistica semplificata possa contribuire a dare nuova linfa al settore produttivo ravennate. Per questo motivo, ho recepito gli appelli che mi sono pervenuti, e ho rappresentato già nelle sedi governative competenti tale esigenza. Sono convinto che questa richiesta che proviene dal territorio sarà presto accolta, perché, davvero, può costituire un volano per la ripresa dopo i tragici eventi alluvionali di maggio dell’anno scorso. Il sistema delle imprese ravennate è forte per resistere ai contraccolpi negativi, e auspico che, col giusto sostegno, saprà riprendere il trend di crescita che le è consono”, ha terminato De Rosa.

Infine, in merito ai dati presentato dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, parola a Michele de Pascale, presidente della provincia di Ravenna, che si è così espresso: “È indubbio che stiamo attraversando un momento storico estremamente delicato, la tragica alluvione che ha colpito il nostro territorio, la pandemia, le guerre e i grandi stravolgimenti globali hanno inevitabilmente influito, e influiscono tuttora, sulla crescita e sullo sviluppo economico e occupazionale. Sicuramente, in questo scenario il lavoro del tavolo provinciale sulle opportunità economiche e occupazionali, grazie anche al supporto tecnico dell’Osservatorio sull’economia e sul lavoro, è prezioso, sia per aiutarci a governare una situazione estremamente variabile e totalmente inedita, sia per continuare a programmare il futuro del nostro territorio. Quello che è certo è che dobbiamo continuare a lavorare per sostenere e per facilitare lo sviluppo degli ambiti economici ai quali siamo da sempre vocati, rendendoli all’altezza delle sfide della contemporaneità anche per la crescita delle nuove generazioni. Penso, solo per fare alcuni esempi, al progetto ‘Agnes’, che raccoglie la sfida della produzione di energia verde, inserendosi nel solco della nostra storica esperienza in campo energetico, o alla realizzazione della zona logistica semplificata, al momento ancora in attesa dei decreti attuativi da parte del governo, che farebbe esprimere al meglio le potenzialità del nostro scalo portuale, mettendolo ancora in più al centro e in rete coi tanti distretti produttivi della nostra regione, e non solo”, ha concluso de Pascale.

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