Faenza, i 90 anni del Gruppo Tampieri, 270 milioni di fatturato e 270 dipendenti

Romagna | 06 Ottobre 2018 Economia
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Manuel Poletti - La differenziazione paga, soprattutto dopo 90 anni di storia. Il gruppo Tampieri di Faenza, uno dei pochissimi rimasto legato al territorio, arrivato alla quarta generazione che si succede alla guida del gruppo, apre le porte alla città nel week-end. La storia racconta che Alfredo Tampieri nel 1928 rimane incuriosito da una macchina esposta alla fiera di Padova. Al ritorno a Faenza comprende le potenzialità di quel macchinario che serviva per produrre olio dalla spremitura di vinaccioli. E’ quella l’intuizione che cambierà per sempre la sua vita e quella della sua famiglia. Una famiglia che da sempre è cuore e mente del Gruppo Tampieri e oggi vede la quarta generazione presente in azienda.
«La diversificazione ha sempre pagato – sottolinea Carlo Tampieri, Ceo di Tampieri spa e presidente del Gruppo oli da semi di Assitol -. Abbiamo sempre cercato di investire per crescere, non sempre è stato facile. Il momento più difficile? Nel 1992, quando un incendio distrusse quasi tutti i macchinari deputati alla lavorazione dell’olio di semi, il nostro principale business all’epoca. Nel dramma capimmo che dovevamo rilanciare, e fu la nostra fortuna».
Quattro i settori in cui il Gruppo è in campo. Il più importante è il mercato dell’olio da semi di girasole. «Questo segmento lo abbiamo sviluppato praticamente solo in Italia – sottolinea Tampieri -. L’export è ancora residuale, sotto il 10%, il resto viene assorbito interamente dal mercato italiano. La materia prima, circa un terzo del necessario, arriva anche da Romania e Ungheria, dove abbiamo due società». Il fatturato è di circa 200 milioni di euro.
Poi c’è Tampieri Energia, che ha compiuto 15 anni nel 2017, è stata istituita nel 2002 come unità di business nella produzione di energia. «Attualmente possiede impianti termoelettrici che producono vapore ed elettricità (fino a 44 MW elettrici) usando biomasse solide e oli vegetali grezzi – chiarisce Carlo Tampieri -. Parte dell’elettricità viene usata per alimentare gli impianti industriali del Gruppo, il resto viene venduto agli operatori del mercato all’ingrosso». Il fatturato è di circa 35 milioni.
Il terzo business è Faenza Depurazioni, nata nel 1987 per fornire alla Tampieri il servizio di depurazione acque. «In seguito il servizio si è esteso ad aziende terze mediante adeguamenti impiantistici e l'acquisizione delle necessarie autorizzazioni» sottolinea Tampieri. Le acque reflue provenienti dal processo di produzione della Tampieri Energie, quelle provenienti dall'Oleificio e dalla raffineria della Tampieri spa nonché le altre acque conferite all'impianto vengono depurate, in parte riciclate e le restanti immesse in acque superficiali nel rispetto delle normative ambientali in vigore. Il fatturato è di circa 5 milioni all’anno.
Infine il fiore all’occhiello, Finceramica, nata come spin-off dell’Istituto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici del Cnr, è oggi una società che sviluppa, produce e commercializza innovative soluzioni terapeutiche nel settore biomedico. Vanta circa 50 dipendenti, quasi tutti under 40 e fattura circa 10 milioni all’anno. Rappresenta il punto d’unione tra l’evoluzione millenaria dei processi ceramici e l’innovazione nei biomateriali, nelle bioscienze e nella «chirurgia rigenerativa. Sta entrando anche nel mercato Usa, un passaggio molto rilevante, che richiede tempi tecnici lunghi.
«Al Comune chiediamo tempi celeri per le parti burocratiche, i momenti decisionali sono fondamnetali perché i progetti avanzino speditamente – sottolinea ancora Tampieri -. Sui grandi progetti della città sarebbe utile la realizzazione del nuovo scalo merci, ma sappiamo che qui i tempi si sono allungati molto. Siamo invece soddisfatti di come si stia muovendo il progetto Hub portuale di Ravenna, a noi servirà molto l’approfondimento dei fondali per il mercato dei cereali».
 
 
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