Faenza, 127 le aziende che nel 2023 hanno aderito a “Bike to work”

Romagna | 11 Febbraio 2024 Cronaca
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Tempo di bilanci per la seconda edizione del progetto Bike to Work, iniziativa promossa dalla Regione Emilia-Romagna per incentivare la mobilità sostenibile, contribuire a uno stile di vita sano e a contrastare la lotta all’inquinamento atmosferico. Bike to Work, attraverso incentivi economici pari a 20 centesimi per ogni chilometro percorso in bicicletta, intende incoraggiare l’uso della ‘due ruote’ per i dipendenti delle aziende che hanno aderito negli spostamenti dalla propria abitazione al luogo di lavoro e viceversa. Nel 2023 le realtà imprenditoriali che hanno aderito al progetto sono state 127 con 1.134 utenti che hanno scelto di lasciare a casa l’automobile e recarsi al lavoro in bici. In totale le persone che hanno aderito al progetto hanno percorso oltre mezzo milione di chilometri (563.098 Km) effettuando 174.876 viaggi ‘casa lavoro’ e viceversa. Il saldo del risparmio di CO2 nell’atmosfera è stato di quasi 79 tonnellate.
Sempre sul fronte dei numeri, ai fruitori dell’iniziativa sono stati destinati 87.457,42 euro. Analizzando i dati raccolti, ciascun utente ha percorso in media 3,22 chilometri per ogni viaggio, 6,44 chilometri al giorno (considerando andata e ritorno). Tenendo presente che l’incentivo previsto per ogni chilometro percorso è di 20 centesimi, il guadagno medio giornaliero è stato di 1,30 euro. A questi però si deve aggiungere il risparmio medio di 12 centesimi al chilometro (circa 77 centesimi sui chilometri percorsi da ciascun utente al giorno) per aver lasciato a casa l’automobile, cifra che si ottiene tenendo conto del costo medio del carburante e dei consumi dei veicoli. Sommando la cifra di questa parte con gli incentivi attribuiti ai ‘pedalatori’ che hanno aderito al progetto Bike to Work, il guadagno totale sale a oltre 2 euro al giorno. In totale, considerando gli oltre 563.000 chilometri percorsi in bicicletta, si arriva a un risparmio di 67mila euro di carburanti in un anno.
Il progetto della Regione Emilia-Romagna, oltre a portare un guadagno concreto permette da un lato di risparmiare tempo nei tragitti negli spostamenti durante le ore di punta della giornata, facendo altresì diminuire la congestione del traffico, e dall’altro a rendere la città meno inquinata.
Da segnalare che molte delle aziende che hanno aderito al Bike to Work hanno messo in campo azioni per favorire i trasferimenti in bici dei propri dipendenti, come ad esempio parcheggi interni e flotte di ‘e-bike’.

Il monitoraggio dell’attività è stato effettuato attraverso l’App Wecity, in grado di rilevare i km percorsi e la CO2 risparmiata da ciascun lavoratore che utilizza la bicicletta, sia tradizionale che a pedalata assistita, depurandoli dai tratti di percorso eventualmente effettuati con auto o treno.
“I numeri faentini del progetto Bike to Work -dice la consigliera regionale Manuele Rontini- testimoniano quanto l’iniziativa, nata su intuizione della vicepresidente Irene Priolo, possa realmente dare un contributo concreto al contrasto dei cambiamenti climatici. Cambiare abitudini e stili di vita aiuta l’ambiente, la qualità dell’aria e a migliorare la salute dei cittadini. È per questo che continueremo a sostenere e finanziare il progetto anche nei prossimi anni perché ridurre l’inquinamento delle città e incentivare la mobilità sostenibile sono alcuni degli indirizzi fondamentali dell’azione della Regione Emilia-Romagna. Inoltre, la bicicletta si conferma la scelta migliore per poter avere aria più pulita, muoversi agilmente e dare risposte al benessere delle nostre comunità”.
“I risultati di questo anno -spiega l’assessore con delega alla Mobilità del Comune di Faenza, Luca Ortolani- dimostrano, oltre alla bontà del progetto, che il territorio di Faenza è pronto a cogliere la sfida della mobilità sostenibile. Faenza è una città a misura di bicicletta, non solo per i tragitti casa-lavoro o casa-scuola, ma anche per godere in maniere sostenibile di tutte le opportunità culturali ed economiche del nostro territorio”.

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