Cesena, pronto il progetto di restauro dell'Abbazia benedettina, costerà quasi 8 milioni di euro

Romagna | 29 Gennaio 2024 Cronaca
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Pronto il progetto di restauro dell’Abbazia benedettina di Cesena, dal costo di 7 milioni e 750 mila euro, che trae origine da una evidente progressione di dissesti statici che si sono manifestati negli ultimi anni e dalla conseguente campagna di indagini sul complesso architettonico condotta da un team di professionisti e ditte specializzate negli ultimi tre anni, al fine di identificare il più corretto intervento di messa in sicurezza e restauro delle strutture nell’ottica della conservazione e valorizzazione del bene culturale. Per avere un quadro il più completo possibile dello stato dell’opera, si sono eseguite una serie di indagini sulle strutture e sui terreni di appoggio delle stesse al fine di individuare le origini dei fenomeni fessurativi in atto, il comportamento delle strutture murarie e le più opportune metodologie di intervento per rallentare tali fenomeni di dissesto e mettere in sicurezza la struttura. Le analisi eseguite hanno concorso a fornire un quadro complessivo delle criticità e problematiche strutturali relative alle fessurazioni e cedimenti verificatesi negli ultimi decenni sulle strutture murarie dell’ala nord dell’Abbazia, la porzione del monastero dove maggiore è stata l’accelerazione di tali fenomeni che recentemente, a seguito dei recenti eventi alluvionali eccezionali, hanno comportato anche il crollo di una porzione del muro di cinta del monastero. 
 
Fondazioni e terreni di fondazione: Il Monastero di Santa Maria del Monte è un importante complesso edilizio realizzato senza giunti strutturali su un terreno di fondazione non uniforme e con profondità di posa delle fondazioni a quote diverse. Questo comporta il fatto che tali fondazioni si comportano in maniera diversa e diversi sono i relativi cedimenti, tanto più che negli ultimi anni si è accentuato il problema a causa dell’essiccamento del terreno per periodi prolungati di siccità, seguiti, come è accaduto questa primavera, da veri e propri eventi alluvionali. I cedimenti differenziali dei terreni di fondazione probabilmente sono la principale causa della comparsa di lesioni a 45° lungo il lato nord del Monastero, posizione prossima ad una scarpata in pendenza, con il conseguente instaurarsi di stati tensionali nelle murature che provocano setolature importanti anche in porzioni di muratura distanti dalla posizione dei cedimenti stessi. Si è quindi deciso di indagare i terreni di fondazione tramite l’esecuzione di prove penetrometriche dinamiche per la caratterizzazione meccanica del terreno in diversi punti, oltre a realizzare un sondaggio geologico con posizionamento di un “inclinometro”, al fine di verificare se vi fossero in atto movimenti verso valle del terreno.
 
Murature in elevazione: il volume posto a nord del Monastero è costituito al primo piano da un grande corridoio: è in corrispondenza di tale grande vano e dei vani ad esso affacciati che si evidenziano le principali lesioni nelle murature, nei pavimenti e nelle volte. Il muro esterno evidenzia sia lesioni a 45° che lesioni verticali, seppure in apparente assenza di spanciamento e di deformazioni fuori dal piano verticale. Tali lesioni sono evidenti sia nella muratura perimetrale esterna, che nelle murature interne. La presenza, al piano sottostrada, di contrafforti in muratura con strutture ad arco di forma neogotica a sostegno della muratura originaria, fa pensare che già in precedenza (forse nel XIX° secolo) si fossero verificati fenomeni di dissesto ai quali tali contrafforti hanno cercato di porre rimedio. Sono evidenti, in corrispondenza del corridoio al piano terra e al piano primo, fessure longitudinali sul pavimento e sulle volte, segno di un “allargamento” dovuto ai cedimenti differenziali unitamente alla mancanza di adeguati collegamenti orizzontali di piano.
 
Solai a volta: i solai costituiti da volte in muratura del piano terra, in particolare quelli delle cosiddette “sala musica” e “sala archivio”, hanno manifestato un significativo dissesto all’estradosso, con evidente disconnessione delle mattonelle in graniglia della pavimentazione; tali dissesti hanno corrispondenza anche all’intradosso (al piano sottostrada) mostrando la disconnessione degli elementi murari che costituiscono le volte.

L’insieme di queste indagini e dei tre anni di lavoro, con sopralluoghi, analisi, rilievi, ha portato l’Abbazia ad incaricare lo studio Rstruct engineering di Padova alla redazione di un progetto strutturale di consolidamento e messa in sicurezza, con la finalità di poter perseguire anche un miglioramento sismico, i cui risultati fanno parte del progetto di restauro coordinato dallo Studio Cecchini Architetti Associati di Verona che tenta di dare anche delle indicazioni progettuali, necessarie per formulare un preventivo attendibile dei costi di intervento, sugli elementi architettonici costituenti la fabbrica (pavimenti, intonaci, serramenti) e sulla possibile interazione con gli impianti (elettrici e meccanici).
 

 
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