Cervia, la ristoratrice Pirini, "Quando ho aperto mi hanno detto 'Porti quello che vuole, vogliamo solo essere coccolati'"

Romagna | 07 Febbraio 2021 Cronaca
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Nonostante l’ultimo Dpcm, in vigore fino al 15 febbraio, la titolare de «La Pescheria del Molo» di Cervia, Cinzia Pirini, è ancora scettica rispetto alla ripresa. «Di normalità ce n’è poca - osserva Pirini -, la gente ha ancora paura ad uscire, quindi non so cosa aspettarmi. Sono amareggiata perchè in questi mesi noi ci siamo organizzati dimezzando i tavoli, mettendo il plexiglass, disinfettando, ma, nonostante tutte le misure adottate, ci hanno fatto chiudere. Prima avevamo 110 tavoli, oggi ne abbiamo lasciati poco meno di 50. In questi mesi ci siamo arrangiati con l’asporto, anche se questa, per noi, non è una modalità che paghi. Qui a Cervia, e vale per tutta la Romagna, la gente sa fare a cucinare, le persone non hanno bisogno di ordinare e se lo fanno si buttano sull’etnico o comunque su cucine non tradizionali. Per i piatti normali ci si arrangia». Una teoria che trova conferma nell’esperienza, come spiega la titolare. «In una delle due riaperture di gennaio, non ricordo se il 7 o l’8, sono venute due persone che mi hanno detto: “porti quello che vuole, a noi interessa poco quello che mangeremo. Volevamo solo sederci al ristorante ed essere serviti e coccolati. Magari non troppe portate, ma faccia lei”. Alla fine sono stati seduti tre ore, avevano solo voglia di stare fuori senza pensare a niente. Non è normale, credo che da qui si capisca quanto la gente abbia voglia di uscire e spassarsela». Ripercorrendo mentalmente gli ultimi mesi, Pirini aggiunge: «credo che le leggi siano state fatte da chi non lavora o da chi vive in una bolla, fuori da tutto e tutti, ma soprattutto fuori dalla realtà». E rispetto ai sussidi, aggiunge: «sono minimi e arrivano col contagocce. Il mio è un locale medio, abbiamo dovuto richiamare il personale, minimo 4 persone, a cui ci aggiungiamo noi della famiglia, per un totale di sette persone. Se poi “facciamo” 15 clienti a pranzo capisce anche lei che non si scappa, non si guadagna. Sabato e domenica ci aspettiamo gente, ma lavoreremo? Non ci resta che aspettare». (fe.fe.)
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Ma dove hanno dimezzato i tavolini che questa estate non era cambiato nulla uno attaccato all'altro e quasi zero rispetto per le regole mai visto disinfettare un tavolo e i locali sempre pieni
Commenta news 07/02/2021 - Ivan
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