Alluvione, il presidente E-R Bonaccini alza la voce col Governo: «Indichi come riutilizzare oltre un miliardo fermo, altrimenti mancherà nel conteggio finale»

Emilia Romagna | 18 Settembre 2023 Politica
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"Alluvione in Romagna, il Governo ci dica chiaramente cosa vuole fare del miliardo di euro abbondante non speso in ammortizzatori o in export, lo giri subito nelle disponibilità del Commissario Figliuolo, altrimenti nel conteggio dei 4,5 miliardi in fase di erogazione, questi mancheranno, sono solo sulla carta". Alza di nuovo i toni il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, supportato dai presidenti delle provincia di Ravenna Michele De Pascale e di Forlì-Cesena Enzo Lattuca.

Ma come riutilizzarle queste risorse? La cabina di regia regionale ripropone per la soluzione dei 3 emendamenti al decreto del governo. Destinare risorse già stanziate dal Governo e sinora utilizzate solo in piccola parte per ristorare i danni a cittadini e imprese. Come i 900 milioni destinati agli ammortizzatori sociali (di cui finora ne sono stati richiesti 30) e i 300 milioni per aiutare le imprese dell’export, di cui attualmente sono stati impiegati circa 12-13 milioni. Dunque, oltre un miliardo di euro che restano inutilizzati e che rischiano di tornare nei ministeri anziché andare a famiglie e imprese alluvionate.

È la prima proposta di emendamento al Decreto-legge n. 104 del Governo (“Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici”), nella parte sulla ricostruzione post alluvione (l’articolo 23).

La seconda proposta prevede l’introduzione del credito d’imposta per risollevare le zone colpite dall’alluvione, seguendo lo schema adottato per il terremoto del 2012: le banche anticipano le risorse necessarie a cittadini, famiglie, aziende per ripristinare i danni subiti e poi lo Stato le ristora attraverso detrazioni fiscali. Uno strumento snello che semplificherebbe la vita di cittadini e imprese, assicurando tutte le risorse necessarie e consentendo allo Stato di spalmare l’impatto finanziario su 25 anni, anche attraverso il ponte di Cassa Depositi e Prestiti.

Infine, ed è il terzo emendamento formalizzato nei giorni scorsi al Senato, la possibilità di rafforzare le strutture tecniche di tutti gli Enti pubblici, individuati dal commissario Figliuolo come soggetti attuatori per gli interventi su fiumi, canali, strade, frane e edifici danneggiati – dai Comuni alle Province, dall’Agenzia regionale di sicurezza territoriale e protezione civile ai consorzi di bonifica – con assunzioni a tempo determinato.

Si tratta di proposte condivise con le parti sociali e gli Enti locali al tavolo del Patto per il Lavoro e per il Clima e già presentate dalla Regione Emilia-Romagna in sede di Conferenza unificata, ora all’esame delle Commissioni del Senato.

“Sui rimborsi, da parte del Governo continuano a giungere rassicurazioni. E proprio in questi giorni stiamo collaborando attivamente con la struttura commissariale per la ricostruzione affinché le ordinanze per imprese e famiglie siano le migliori possibili ed escano rapidamente. Perché al momento cittadini e aziende continuano a non aver ricevuto nulla dallo Stato, al di là per contributo di primo sostegno e di quello di autonoma sistemazione, che abbiamo avviato nella prima fase insieme alla Protezione civile nazionale- ha ribadito il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nel corso di una conferenza stampa con una rappresentanza di sindaci dei territori colpiti-. Il problema è che per la ricostruzione privata, ad oggi, mancano proprio le risorse. Anche a nome delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali che stanno collaborando quotidianamente con noi torniamo a rinnovare la proposte che abbiamo condiviso come Conferenza Regioni, Anci e Upi e che abbiamo trasmesso al Governo e a tutti i parlamentari eletti in Emilia-Romagna: chiediamo cioè che tutte le risorse stanziate dal primo decreto per l’alluvione e non utilizzate vengano assegnate al commissario Figliuolo per indennizzare i privati, oltre che l’introduzione del credito d’imposta e il potenziamento delle strutture tecniche. Sarebbe paradossale e ingiustificabile- ha concluso il presidente- che le risorse stanziate non fossero usate qui per gli alluvionati”.

Alla conferenza stampa erano presenti Davide Baruffi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta; Michele De Pascale, sindaco di Ravenna, presidente della Provincia e presidente nazionale Upi (Unione Province d’Italia); Marco Monesi, consigliere delegato della Città Metropolitana di Bologna; Enzo Lattuca, sindaco di Cesena e presidente della Provincia di Forlì-Cesena.

“Sono tre proposte di grande buon senso- ha sottolineato il sindaco De Pascale-. Tre proposte non strumentali, che non so come il Governo possa bocciare, tanto più che sono state sottoscritte e sostenute anche da parlamentari della maggioranza. Parliamo di risorse importanti, che consentirebbero di dare almeno una prima tranche di indennizzi a cittadini e imprese”.

Per il consigliere Monesi “è giusto riutilizzare le risorse e ridestinarle, all’interno di quell’agibilità che oggi il commissario non ha. La nostra iniziativa vuole incoraggiare il Governo a compiere un’azione davvero importante, che consegnerebbe risorse ai privati e ridarebbe fiato e sostegno a quanto stanno facendo gli Enti locali”.

“Lo spirito, il senso di questi tre emendamenti è propositivo, collaborativo- ha ribadito il sindaco Lattuca, reduce con Bonaccini da un sopralluogo a Tredozio, il paese più colpito dal sisma dell’altro giorno, che ha interessato ancora la Romagna, già segnata da alluvioni e frane-. Noi non chiediamo soldi senza indicare come e dove prenderli. C’è oltre un miliardo, che è congelato; ora siamo a un bivio, e quelle risorse vanno messe nel binario giusto, a disposizione del commissario Figliuolo. Adesso”.

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