Mario Baldini racconta segreti, sogni e progetti dell’Arena delle Balle 2018

Bassa Romagna | 13 Luglio 2018 Cultura
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Sandro Bassi
L’Arena delle Balle di Paglia, teatro sotto le stelle e tra le lucciole, immersione vera nelle campagne di Cotignola, antidoto alla solitudine e alla depressione, prende finalmente il via. Il programma è un variopinto delirio di eventi non facilmente definibili, se non nella vulcanica mente del loro ideatore, Mario Baldini di Primola. Si parte mercoledì 18 luglio per finire il 24; tuttavia, c’è stata un’anteprima a Tebano, sempre sul Senio, anche se un po’ più a monte, il 9 e 10 luglio, e soprattutto ci sarà una «vigilia», questo venerdì 13 e all’alba dell’indomani, sabato 14 luglio. Comunque sempre in mezzo a cento ettari di campi e vigneti bagnati da due chilometri di fiume che qui si attarda, pigro e limaccioso, per dar spazio a oltre cinquanta appuntamenti culturali e artistici in quello che è «il più grande teatro di paglia d’Italia».
Baldini, ma non sarà che fra anteprime, vigilie e pre-inaugurazioni si perde il senso dell’Arena vera e propria?
«Non so, ma per me l’inaugurazione vera è questo venerdì 13. Quello di Tebano, ripetuto quest’anno dopo il successo del 2017, è un “gemellaggio”, diciamo così, dovuto al denominatore che ci accomuna, il Senio. Ma insomma venerdì 13 alle 19.30 facciamo una cosa in bicicletta che parte da via Roma 34, cioè dalla casa “W Nenni e il Socialismo”, per arrivare alla casa dei giusti d’Gigì d’Canavè…»
Guarda Mario che una metà dei lettori si è già persa perché non conosce i luoghi…
«Ma non c’è nessun problema perché a Cotignola è tutto lì a portata di mano, non siamo in una grande città! E peraltro ci pensiamo noi a scortare il visitatore, basta che abbia una bici, perché si tratta di un racconto itinerante, appunto su due ruote. E insomma venite in bicicletta, oppure chiedetela in prestito a un cotignolese, oppure telefonateci e provvediamo noi!».
E di cosa si tratta?
«Ecco… non so se si possa parlare di “produzione”, ma è una roba che il Teatro Due Mondi l’ha scritta perché Primola gliel’ha chiesta. E’ una cosa molto sentita e che ci caratterizza, perché ispirata alla vicenda storica, assolutamente vera, di Ernesto De Martino, uno dei fondatori dell’antropologia moderna, che nel ’43 e ’44, per diciassette mesi, proveniente dalla sua Napoli, si rifugiò qui a Cotignola. Gli avevano assegnato la cattedra di storia e filosofia al Classico di Faenza, ma lui aveva la moglie ebrea, in incognito, o meglio, la moglie fa parte degli ebrei salvati dai cotignolesi…. La storia è stata ricostruita con due “romanzi storici” da Riccardo Ciavolella, docente universitario che ha condotto un’assidua ricerca, ma poi il Teatro Due Mondi ne ha ricavato una sceneggiatura: ci sono sfollati e rifugiati, fascisti e partigiani, un manoscritto salvato dalle macerie, la guerra, Varoli che con l’aiuto del podestà del paese nasconde 41 ebrei, la gente di Cotignola che sapeva e che non parlò, i colori della solidarietà… E la bicicletta con cui De Martino andava a scuola a Faenza».
Nella stessa sera inaugurate anche il cinema?
«Sì, oddio, cinema è una parola grossa perché staremo seduti sull’erba e su qualche balla “precoce” (le più saranno ancora da raccogliere, il giorno dopo), infatti vogliamo un cinema verde, fatto di spagnera, di sponde di fiume con le acacie e i sambuchi. La pellicola sarà di tutto rispetto perché è Visages, villages della grande Agnes Varda, unica donna della Nouvelle Vague e premio Oscar alla Carriera. Prima però ci sarà la fisarmonica di Carmine Ioanna per un benvenuto come si conviene. Poi durante la settimana dell’Arena vera e propria proietteremo altri film».
E il sabato all’alba ci si trova per caricare le balle…
«Esattamente alle 5.45 al Podere Emiliani. E’ un lavoro ma anche una festa, perché ci saranno un pianoforte e una marimba sul grano, con Bach e Schubert e Piazzolla, mica Romagna mia! Viene sempre più gente, cento-centocinquanta persone».
Ma l’Arena in senso stretto comincia solo mercoledì 18…
«Certo, e io sono orgoglioso di dire che comincia con una parata di cartapesta. E’ la nostra tradizione che rivive grazie al lavoro di Massimiliano Fabbri e della Scuola Arti e Mestieri. Rivive anche il vecchio Canale del Mulino, un fosso senz’acqua ma dal letto ripulito e tornato percorribile. Ci passeremo con la Banda di Russi, in un’atmosfera festosa e popolare. E non a caso partiamo dalla piazza principale, per connettere il paese con l’Arena»
Mario, due appuntamenti non perdibili…
«Thioro, un cappuccetto rosso senegalese e Brezza notturna, entrambi l’indomani, giovedì 19. Il primo è un pezzo di teatro, il secondo è un concerto, anzi no, è una Babele di vecchi carillon, gong, 78 giri in bachelite… E’ il suono della terra»
Infine, golena dei poeti, Casa Ercolani, golena dei morti felici… ma siete sicuri che la gente vi trovi?
«E ridagli! Siamo a Cotignola, non a Milano e tutto si svolge nello spazio di un chilometro. A scanso di smarrimenti, comunque, in fondo al programma c’è una mappa con l’ubicazione di tutto, nel parcheggio dove si lascia l’auto ci sarà un servizio informazioni e vedrai che non si perde nessuno. Questi spazi, poi, partono fortissimo: mercoledì 18 a Casa Ercolani torna Elena Bucci con Di terra e d’oro, ovvero la materia dei sogni, una lettura in musica dedicata al pensiero del lavoro e ai personaggi della memoria dell’attrice, mentre giovedì 19 ci sarà un progetto del Teatro delle Albe: Una ballata blues con Luigi Dadina e Francesco Giampaoli. Sempre giovedì 19 la Golena dei poeti ospiterà una “quasi sonorizzazione di uno spazio inquieto” del gruppo musicale Fulkanelli, mentre prima un altro musicista e sonorizzatore, il “nostro” Matteo Scaioli insieme a David Kovacs e Adriano Ragni, darà vita a una suggestiva “Brezza notturna”, tutta da scoprire».
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