Il barbianese Tamburini ha curato i promo del film con Toni Servillo

Faenza | 15 Aprile 2017 Cultura
Claudio Ossani
Se durante le vacanze pasquali volessimo andare al cinema con Alessandro Tamburini (ammesso che lui riesca a liberarsi dalla sala di montaggio del suo primo lungometraggio), il regista di Barbiano ci porterebbe di sicuro a vedere Lasciati Andare di Francesco Amato. «È la prima commedia pura con protagonista assoluto Toni Servillo - dice - e anch’io sono curioso di scoprire come e quanto riuscirà a far ridere gli spettatori, quale sarà la reazione del pubblico». In realtà Tamburini ha già visto la versione provvisoria di quello che nei fatti è il film italiano della settimana e tutte le clip tratte dal film pubblicate sul canale ufficiale Youtube di 01Distribution sono state preparate da lui. «Lavorare al backstage di una produzione importante come questa – spiega – è insieme soddisfazione e lavoro oscuro. Soddisfazione perché poter stare su questi set è comunque una grande esperienza, lavoro oscuro perché gran parte del tuo lavoro non sarà mai firmata».
E pensare che Tamburini, in completa autonomia, ha girato e montato il cosiddetto making of di Lasciati Andare, che sarà compreso nell’edizione del film in dvd e bluray e che «spero - sorride il diretto interessato - possa un giorno avere almeno un piccolo passaggio in tv».
Toni Servillo interpreta un pigro psicanalista, separato in casa dalla moglie (Carla Signoris) e costretto dal sovrappeso a un po’ di esercizio fisico, guidato da un’improbabile e un po’ matta personal trainer spagnola. «Francesco Amato - ricorda Alessandro Tamburini - ha girato tutto a Roma, avendo a disposizione pure un grande appartamento in zona piazza Vittorio Emanuele II, proprio un paio di piani sotto la vera residenza romana di Paolo Sorrentino. Che in effetti, durante le riprese, abbiamo incontrato spesso». Il regista premio Oscar per La Grande Bellezza era contemporaneamente impegnato con il suo The Young Pope e gli aneddoti che potrà raccontare Tamburini in questa uscita cinefila di primavera potrebbero essere divertenti.
In attesa dei Festival
«Io però devo anche restare concentrato sul mio film - commenta il regista romagnolo -, il montaggio è quasi terminato e tra non molto sarà il faentino Roberto Cimatti, direttore della fotografia, a continuare il lavoro con la post produzione. Speriamo di essere pronti presto per poter inviare l’opera ai più importanti festival del cinema». Il sogno sarebbe una presentazione in grande stile a Locarno (prima metà di agosto), in alternativa c’è la Festa di Roma tra ottobre e novembre. 
«Ma ci manca ancora un accordo sul titolo definitivo - chiude Alessandro Tamburini - io continuo a insistere su Le maniglie dell’amore o sull’originale Ci vuole un fisico, ma non sono ancora riuscito a convincere la produzione. In ogni caso sono molto soddisfatto del lavoro in sala di montaggio, che ha migliorato di parecchio le scene che sul set mi sembravano più scarse e ha rimediato alla grande a certi dubbi che avevo, soprattutto di quantità e scelta del mio materiale girato».
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