A Cotignola l’arena «Felliniana» fino a martedì 18: musica, arte e poesia

Bassa Romagna | 14 Luglio 2017 Cultura

«Non ricordo chi sia stato, ma a noi di Primola l’hanno proprio detto: “Siete felliniani!”. E in effetti, nel film di Marco Morandi sull’Arena delle Balle dei personaggi felliniani ce ne sono eccome. Felliniano è uno spazio di libertà, dell’immaginazione, uno spazio in cui tutto è possibile. La nostra idea non è certo quella di scimmiottare Fellini, sarebbe inutile e fallimentare, ma è quella di entrare in una libertà che lui aveva trovato, per sposare l’idea di un’immaginazione senza limiti senza porci il problema del significato». Ha ragione Mario Baldini, e non solo perché se parliamo dell’Arena delle Balle di Cotignola è la massima autorità in materia, ma soprattutto perché l’ossessione per il significato ad ogni costo tante volte contrasta con l’espressione libera della creatività, e tutta l’arte più grande quasi sempre si coglie a posteriori, dopo che magari ha affascinato soprattutto i bambini, gli unici titolari di uno sguardo che non ha filtri culturali e pregiudiziali.

E così, dopo la proiezione di Amarcord e l’incontro con Vito e Maria Pia Tipo di giovedì 13 luglio, venerdì 14 all’Arena delle Balle più che Fellini sarà al centro della scena la Romagna, con una delle sue espressioni più veraci ma anche sotto sotto bistrattate, le «fruste romagnole», al centro del convegno delle 20 al Ridotto delle Balle, con le Comete di Romagna e altri esperti di una tradizione di cui c’è sempre molto da scoprire. E giustamente Primola accoppia le fruste a musiche di prima qualità, visto che venerdì 14 alle 21 sul palco ci sarà il duo Xylouris White con il batterista dei grandi australiani Dirty Three. A seguire Teho Teardo – compositore per il cinema e non solo, noto in tutto il mondo – porterà sul palco il suo concerto per decine di chitarre, archi ed elettronica, ispirato al massimalismo newyorkese della fine degli anni ’70 ma in una chiave molto personale. In una certo senso sarà «massimalista» anche il concerto – in verità molto tenue nelle sonorità – che da mezzanotte all’alba cullerà chi vorrà restare nella golena dei poeti in compagnia degli Enten Hitti. Il premio sarà la colazione di sabato 15 nel bar delle acacie e la giornata di sabato sarà anche quella del Circo, così amato da Fellini e ricreato in Arena grazie a tanti arstisti (vedi programma) e soprattutto il Circo Paniko e Lorenzo Nanou delle bottega dei desideri che insieme a Primola trasformeranno il teatro di paglia proprio in un circo. «E’ un lavoro che ci impegna parecchio – spiega Mario Baldini -, una scommessa perché si tratta proprio di un progetto site-specific e per questi artisti circensi il luogo fa differenza eccome. Prima del circo, incontreremo Gianfranco Angelucci, che di Fellini fu un collaboratore di lungo corso».

La serata di domenica avrà come principale attrazione il concerto, curato da Emilia Romagna Festival, del Panculturalworldmusic ensemble, un gruppo che mette insieme jazzisti, musicisti classici ed esperti della tradizione coreana per un live dagli esiti imprevedibili, per non parlare del repertorio…

Lunedì 17 tanta poesia musicale in punta di penna e fantasia, con il Grande Cantagiro Barattoli (qualcuno li ricorderà a Musica nelle Aie) e Bob Corn, mentre sul palco Luisa Cottifogli tornerà ad esplorare una Romagna musicale, teatrale e visionaria con il progetto dedicato al mendicante Rumì. Martedì 18 chiusura Marco Martinelli ed Ermanna Montanari che presenteranno i loro ultimi libri, un originale omaggio teatrale a Garibaldi nella Casa Ercolani e il tradizionale ballo finale, prima coi tumultuosi Ottone Pesante e il lor jazz-core da rigatteria e poi con l’esplosione di ritmi e tradizioni musicali dei Veeblefetzer tra dixieland, reggea, manouche e Tom Waits. A quel punto, l’asta finale delle balle di paglia suggellerà l’edizione è più circense dell’Arena di Primola.

Arte di terra e di fiume

Una delle poche cose certe e acclarate, a riguardo dell’Arena delle Balle di Paglia di Cotignola, è che a prescindere dalla bellezza e dall’originalità del cartellone degli spettacoli, la gran parte degli spettatori vengono per l’Arena in sé e per le numerose installazioni artistiche che trasformano la golenasul Senio in un luogo magico, per una settimana all’anno.

Oltre alle monumentali architetture di paglia, è noto a tutti coloro che hanno frequentato l’Arena che il luogo è disseminato di tesori artistici nascosi e preziosi, la cosiddetta «arte di terra e di fiume», lavori di land art e installazioni commissionate a creativi del territorio e oltre. Le meno nascoste sono, ogni anno, le installazioni del direttore artistico Oscar Dominguez, a questo giro alle prese con le «Memorie del fuego», costruzioni «simil anfore» che si arrampicano nell’aria, con gambe di ferro e luci che le fanno ardere nella notte. Claudio Ballestracci ha invece lavorato all’«Esterno Notte» di Casa Ercolani, sofisticata e al tempo stesso maestosa

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