Volley Superlega, il braccio armato giallorosso Lavia dopo l'argento al Mondiale: «Ravenna può puntare più in alto»

Romagna | 02 Agosto 2019 Sport
Marco Ortolani
Il sogno mondiale della Nazionale Juniores allenata da Monica Cresta (con Julio Velasco nello staff) si ferma sul filo di lana, su cui sfrecciano per primi i giovani iraniani, conferme di un movimento nato un decennio fa grazie proprio alle intuizioni di Velasco, che ha costituito dal nulla una scuola di primo livello. Un amarissimo 15-12 è il dettaglio di quel quinto set, che regala alla Nazionale il quarto argento della storia (il penultimo fu conquistato con Bonitta in panchina e Ricci in campo) senza ancora la gloria dell’oro.
Tanta Consar in campo: Recine capitano (personalità e battuta in salto in evidenza), Cortesia solido al centro e Lavia addirittura miglior schiacciatore della competizione. «Facevo parte del gruppo della Nazionale maggiore  con cui avevo giocato la World League - racconta il siciliano appena rientrato in Italia - ma Blengini ha ritenuto importante farmi partecipare a questa esperienza di Under, l’ultima per me, così sono andato in Bahrein e, al ritorno, mi sono subito riaggregato per il preolimpico di Bari». Dove Lavia ha ritrovato Oreste Cavuto, futuro compagno in giallorosso.
Che immagini non dimenticherà dell’esperienza in Bahrein? «La grande emozione della vittoria in semifinale contro la Russia e la chiamata sul podio, per il secondo posto di squadra e per il mio premio individuale».
Rientrato dal Medio Oriente, Lavia come detto ha subito (re)indossato i panni azzurri della Nazionale maggiore. Bonitta mormora con un filo di preoccupazione: «Speriamo che sia stato chiamato solo per coprire eventuali infortuni…». Il direttore tecnico e coach ravennate non lo dice, ma spera che il suo pupillo possa essere fra i due che verranno tagliati prima del torneo del 9/11 agosto. Lavia naturalmente non può confermare: «Io ho risposto alla chiamata, sono un po’ sballottato e stanco dopo aver giocato 7 partite in 9 giorni e anche dai viaggi, ma sto bene e sono pronto a tutto. E’ Blengini che ha in mente quello che sarà il mio utilizzo. Chiedete a lui».
Come si vive il rapporto con un allenatore donna? «Bene. Non era la prima volta che giocavo con Monica Cresta. Più emotiva degli uomini, più sensibile a nostre piccole esigenze, meno urlatrice, con quella vocina, ma ugualmente capace di farsi capire e rispettare».
Pensando già alla prossima stagione, come vede la Consar che si è formata e che affronterà il campionato di Superlega 2019-2020? «Molto bene! Ci sarà battaglia nel mio ruolo, da un lato saremo sempre in discussione, dall’altro avremo la certezza che ci sarà sempre qualcuno pronto a supportarci nei momenti di difficoltà. L’anno scorso abbiamo raggiunto con anticipo l’obiettivo della salvezza; quest’anno, secondo me, possiamo pensare di alzare un pochino l’asticella».
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