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Vino, Gambero Rosso riconosce 8 «Tre Bicchieri» con il Sangiovese vero testimone della Romagna

Romagna | 06 Novembre 2020 Gusto
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Riccardo Isola - La strada enologica della Romagna sta imboccando la direzione giusta. Soprattutto per le sue versioni del Sangiovese. Quest’anno sono 6 i vini che vengono premiati con il massimo riconoscimento (3 bicchieri) dalla guida del Gambero Rosso (in Italia sono stati 467 di cui 15 in tutta l’Emilia Romagna). Una interpretazione del vitigno rosso più diffuso al mondo che qui, nella terra del «Passatore», trova forse gli alfieri più antichi e tenaci nel dialogo instaurato con questo super versatile vitigno. E’ il terroir, o meglio la capacità di interpretarlo stilisticamente per zone territoriali, il segreto di questo progressivo successo. Dai verdi e balsamici testimoni modiglianesi alle più succose e corpose timbriche comprese, ma mai compresse, dei territori di Predappio e Faenza, passando attraverso le sfumature più floreali della Terra del Sole fino ad arrivare alla spiccata sapidità iodata di quelli riminesi. Un pout-pourri d’identità in bottiglia che iniziano a far breccia nei palati della critica e dei consumatori. Ma poi non può mancare anche l’altra rappresentazione regale di Bacco: l’Albana. Per questa tipologia sono due i riconoscimenti al top, una vinificata secca e una passita. Per l’edizione 2021 la selezione regionale testimonia come inizino a prendere corpo progetti «interessanti, tra conferme, rinnovamenti e nuove cantine». Un segno di presa di coscienza delle potenzialità del terroir e dei vitigni che qui si coltivano che lasciano ben sperare per il futuro.  Purtoppo i vari lockdown stanno tarpando le ali alla possibilità d’investimento delle aziende, si stima che ben oltre il 50% del vino rimarrà inveduto se non cambia radicalmente lo scenario nel breve periodo, ma questo non toglie che l’impegno, la dedizione e l’amore per il proprio lavoro, e quindi per i prodotti che usciranno, non mancherà di venir confermato. Il vignaiolo romagnolo la vigna se la porta con orgoglio nel cuore, per certi versi è un vero e proprio membro della famiglia. Rispetto, qualità, competenze non mancano. Si scontano ancora errori (gravi) del passato, ma la nuova, efficace, via sembra si sia ampiamente trovata e anche condivisa dai diversi protagonisti che animano la produzione del «Passatore». Vediamo nel dettaglio com’è andata per le 57 cantine del territorio.

QUELLA DOZZINA FAENTINA
Per il 2021 nel territorio ravennate, ma sarebbe meglio limitare tutto all’area faentina visto che solo Terre Cevico di Lugo conquista una segnalazione, vengono presentate 12 cantine. Qui l’unico 3 Bicchieri lo conquista Fattoria Zerbina, ma non è certo una novità visto che ha già superato storicamente i 10 riconoscimenti top da parte della guida del Gambero, grazie alla sua assonanza francesizzante della sua Romagna Albana Passito Scaccomatto ‘16. Le altre cinque cantine di «Faenza città» sono Agrintesa, Caviro, Gallegati, Trerè e Paolo Francesconi. Nella sottozona della Serra, siamo a Castel Bolognese verso l’Appennino Tosco romagnolo, vengono menzionati due progetti vitivinicoli ormai molto conoscuti e apprezzati, si tratta della cantina Stefano Ferrucci e di Costa Archi. Stesso numero arriva dalla vicina Brisighella dove invece la guida ha apprezzato il lavoro di Ca’ di Sopra e Riccardo Ballardini. Una particolarità viene dal confine più a sud del territorio, Casola Valsenio, dove la nuovissima cantina Tozzi dopo pochissimi anni dall’inizio dell’operatività ha già colpito la critica soprattutto per le interpretazioni dell’Albana.

 L’APPENNINO DI FORLI-CESENA
Il territorio forlivese-cesenate è il cuore vitivinicolo della Romagna. Per storia ma anche e soprattutto per come sta interpretando il nuovo corso dell’enologia del XXI° secolo. Le cantine segnalate sono 28 con ben 5 riconoscimenti di Tre Bicchieri. A dettar legge il forlivese con 23 cantine segnalate distribuite in sette diversi Comuni. Si parte con la strorica Predappio che vede segnalate le cantine SaDiVino, Noelia Ricci (3 Bicchieri per il Romagna Sangiovese Predappio Godenza ’18), Pandolfa, Fattoria Nicolucci, Chiara Condello (3 Bicchieri per il Romagna Sangiovese Predappio Le Lucciole Riserva ’17) e Condé. Seguono Forlì con 5 cantine: Collina del Tesoro, Calonga, Drei Donà, Stefano Berti (3 Bicchieri per Romagna Sangiovese Predappio Calisto Riserva ’16) e Villa Venti (3 Bicchieri per Romagna Sangiovese  Superiore Primo Segno ’18). Quattro cantine sono state segnalate rispettivamente per Modigliana e Bertinoro. Nella valle del Tramazzo sono citate: Castelluccio, Torre San Martino, Balìa di Zola e Villa Vapiano (3 Bicchieri con Romagna Sangiovese Modigliana I Probi Riserva ’17). A Bertinoro invece troviamo Celli, Tenuta La Viola, Fattoria Paradiso e Giovanna Madonia. A Galeata sono 2: Piccolo – Brunelli e Pertinello. Chiudono Castrocaro Terme con Marta Valpiani e Civitella con Podere dal Nespoli. Nel Cesenate le 5 aziende sono quelle di Savignano sul Rubicone con Spalletti, Maria Galassi e La Grotta a Cesena per arrivare fino a Tenuta Casali e Tenuta Santa Lucia a Mercato Saraceno. 

IL «SAPORE DEL MARE»
Sette le cantine, a chiusura di guida, nel riminese. Uno dei territori che negli ultimi anni ha dimostrato un grande scatto in avanti nella produzione di qualità. Tra le realtà segnalate attenzione viene focalizzata sull’approccio biodinamico della Tenuta Mara (San Clemente) che si porta a casa anche i Tre Bicchieri (Mara Mia Sangiovese ’18) e sulla continua crescita qualitativa dei cugini Lorenzi-Tonelli alla guida della cantina Enio Ottaviani (San Clemente). Confermata la qualità di confine tra Romagna e Marche delle Rocche Malatestiane (Rimini) e del biologico firmato da San Valentino. Altra segnalazione arriva per alcuni testimoni della vitivinicoltura di Coriano con San Patrignano e Tenuta Santini. Infine menzione riconosciuta anche per il Consorzio vini di San Marino.

L’IMOLESE NON TRADISCE
Infine dieci sono le realtà del comprensorio imolese che trovano la loro valorizzazione. Qui oltre a Mingazzini di Medicina, Corte d’Aibo a Monteveglio, Palazzona di Maggio a Ozzano, Branchini e Assirelli per Dozza, Umberto Cesari di Castel San Pietro Terme, sono segnalateper l’imolese vero e prorio Merlotta, Fondo Ca Vecja, Fattoria Monticino Rosso (3 bicchieri per il Romagna Albana Secco A ’19) e Tre Monti.
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