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Tennis, viaggio nell’oasi felice del Tc Faenza, la culla delle giovani promesse e non solo

Romagna | 12 Ottobre 2020 Sport
Damiano Ventura
Giovani e territorio. Sono queste due delle parole chiave sulle quali orbita l’attività del Tennis Club Faenza, e su cui si basa il modello organizzativo dell’associazione sportiva che negli ultimi anni ha conseguito importanti risultati sia sul piano gestionale sia su quello sportivo. 
Con due campi da calcio a 5 in erba sintetica, due campi da paddle, sette da tennis, un ristorante, un bar, e una palestra, senza considerare gli spogliatoi, il circolo tennis intitolato a Teo Gaudenzi è considerato da molti «un’oasi felice», un po’ perché si tratta davvero di un piccolo gioiello incastonato nella verdissima via Medaglie d’Oro, e un po’ perché si trova al centro del più importante polo sportivo cittadino (così lo definì qualche anno fa l’ex assessore allo sport Claudia Zivieri) che conta nel raggio di qualche centinaio di metri la piscina comunale, il palazzetto dello sport «Dino Bubani», lo stadio «Bruno Neri» e appunto il circolo del tennis. Al di là degli impianti, sui quali tanto è stato investito, in termini di risorse pur mantenendo la sostenibilità economica, con l’obiettivo di migliorarne la ricettività e quindi l’offerta, il Tennis Club è il fiore all’occhiello della Romagna faentina e non solo, anche per quanto concerne l’aspetto agonistico. La recente conquista della serie B2 con la squadra maschile e il quarto posto assoluto della categoria Under 14 sono solo gli ultimi risultati di un percorso che gli anni scorsi aveva inoltre visto la squadra femminile lottare per il titolo nazionale in serie A. 
Che cosa ci sia dietro tali risultati lo spiega chiaramente l’attuale presidente Carlo Zoli, avvocato e professore universitario, già presidente dal 2005 al 2013, poi vicepresidente nel quadriennio successivo, e ancora prima frequentatore del circolo dalla seconda metà degli anni ‘60. «Il circolo esiste dal 1927 e aveva un campo. Negli ultimi 16 anni il mondo è cambiato e anche il circolo si è evoluto. Abbiamo raddoppiato il fatturato e diversificato l’offerta andando oltre il core business (il tennis, ndr) con i campi da calcetto e da paddle. L’attività si è molto ampliata e diversificata anche con l’obiettivo di avere sempre una maggiore frequentazione, una maggiore apertura alla città e la possibilità di mantenere le attività con le entrate derivanti da questi servizi». 
Il circolo oggi vanta qualche centinaio di tesserati ma in realtà i frequentatori sono almeno 10 volte tanti. «Gli ingressi sono decisamente aumentati - sottolinea Zoli -. A tennis giocano tutti dai bambini agli 80enni perchè è uno sport per tutte le età. A Faenza è sempre stato di ottimo livello e noi cerchiamo di stare al passo con la tradizione. Il tennis ha un trend positivo a livello nazionale e mondiale e il nostro circolo non è da meno. Siamo una Asd e tutto ciò che entra viene reinvestito nelle scuole, nelle strutture e nelle attività, inevitabilmente noi siamo stati attenti ad allargare la nostra base e i nostri frequentatori». 
Tra i maestri, volti noti del circolo e della città c’è Enrico Casadei, 24 anni trascorsi sui campi faentini: «Questo è stato un anno particolare - racconta - quasi tutti i campionati sono stati disputati con una formula non più a gironi ma a eliminazione diretta. La promozione in B per noi sembrava stregata e invece quest’anno ci siamo riusciti. A livello giovanile ci siamo iscritti in tutte le categorie e qualche giorno fa la squadra Over 55 ha perso i quarti di finale nazionali». Tra i tanti da lui allenati anche Federico Gaio, a un passo dall’entrare nel 130esimo posto del ranking: «Abbiamo sempre avuto grande attenzione per il vivaio. Lui è cresciuto qui ma ce ne sono stati tanti in passato. Abbiamo strutture economiche e risorse umane sufficienti per portare un ragazzo in rampa di lancio. Poi però ci vuole qualcosa in più per arrivare all’apice, quindi il fatto che si debba andare poi da altre parti è un passaggio obbligato. Con due o tre campi da tennis e qualche risorsa in più forse si potrebbe provare a concludere il percorso in casa». Percorso che a Faenza è toccato tra gli altri a Raffaella Reggi, Flora Perfetti e Sara Errani, e ancora a Gaudenzi, Rinaldini, Ricci Bitti e alla Bentivoglio. Per questo motivo fanno ben sperare i risultati dei giovani tennisti della squadra manfreda e ancora di più la filosofia che il Tc adotta: «Lavoriamo sempre con i ragazzi del vivaio - spiega Giancarlo Sabbatani, direttore sportivo -, è una delle prerogative del circolo. Con merito abbiamo avuto buoni frutti, vedi il risultato conseguito con l’U14. In quella squadra c’è anche Lorenzo Beraldo che quest’anno è andato ai campionati individuali U13. La squadra di B2 del prossimo anno sarà impostata sui ragazzi del vivaio, valuteremo solo l’ipotesi di un rinforzo. Anche per quanto concerne la squadra femminile adotteremo la stessa strategia. Ci sono ragazze che stanno emergendo, le affiancheremo a Chiara Arcangeli e Alessia Ercolino anche loro sono due prodotti del nostro vivaio».
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