Sull'Appennino romagnolo alcuni paradisi fluviali da raggiungere per rinfrescarsi a due passi da casa

Riccardo Isola - Sopra i 35 gradi, e questa estate non capita certo di rado, la soluzione non è sempre il mare. Tra l’Appennino romagnolo e quello bolognese si nasconde una geografia scorrevole fatta di fiumi cristallini, cascate spettacolari e piscine naturali dove l’acqua resta fresca anche nelle giornate più torride. Luoghi da raggiungere per una gita fuori porta, con costume, scarpette da scoglio e tanta voglia di immergersi nella natura. Tra le mete più frequentate c’è Molino del Pallone, sull’Alto Reno, dove il fiume Reno diventa balneabile e una spiaggia attrezzata con bar, ombrelloni e beach volley trasforma il fondovalle in un piccolo lido di montagna, facilmente raggiungibile anche in treno. Per chi ama gli scenari più selvaggi, la Cascata di Moraduccio, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, è uno degli angoli più suggestivi. Il salto d’acqua di circa trenta metri crea una piscina naturale circondata da rocce levigate dove prendere il sole, anche se la temperatura dell’acqua invita solo a brevi e rigeneranti immersioni. Nella valle del Santerno, tra Castel del Rio, Fontanelice e Borgo Tossignano, non mancano poi altri tratti balneabili che nei fine settimana diventano meta di tanti escursionisti. Il cuore verde della Romagna resta però il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, un patrimonio di boschi, torrenti e cascate. Qui la regina è l’Acquacheta, celebrata persino da Dante nella Divina Commedia. Il sentiero che parte da San Benedetto in Alpe conduce a una serie di pozze d’acqua gelida e alla vicina cascata della Lavane, autentici rifugi dal caldo estivo. Poco distante, a Premilcuore, la spettacolare Grotta Urlante continua a stupire per il fragore del fiume Rabbi che si tuffa sotto un ponte seicentesco. Gli accessi sono regolamentati nei periodi di maggiore affluenza e i tuffi sono vietati, ma nelle vicine pozze di Fiumicello è possibile concedersi un bagno immersi in uno degli ambienti più affascinanti dell’Appennino. Le alternative non mancano. A Pietrapazza, nel territorio di Santa Sofia, le acque limpide scorrono tra rocce e boschi incontaminati; a Sarsina la cascata di Civorio forma un piccolo lago naturale incastonato nella pietra; mentre a Bagno di Romagna la Pozza delle Gualchiere e la cascata dell’Alferello, nei pressi di Verghereto, regalano angoli di rara bellezza. Appena oltre il confine romagnolo, Palazzuolo sul Senio custodisce uno dei luoghi più amati dell’estate: il Pozzo della Presia. La conca color smeraldo, alimentata anche da una sorgente che rende l’acqua particolarmente fredda, è perfetta per un bagno rinfrescante o un picnic all’ombra degli alberi. Merita infine una deviazione il Mulino di Fantino, tra Marradi e il passo della Colla. Ai piedi dell’antico edificio il Lamone crea pozze dalle incredibili sfumature turchesi, dominate da una cascata che rende questo tratto di fiume uno degli scenari più suggestivi dell’Appennino. Tra grandi massi, bosco e il passaggio della storica ferrovia Faentina, è un piccolo paradiso dove il rumore dell’acqua sostituisce quello della città.