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Riolo, le guide ambientali Sara Cavina e Sara Zanni «Questa Vena del Gesso è un grande volano turistico»

Romagna | 16 Aprile 2021 Cronaca
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Riccardo Isola - Con il gusto di camminare con scarponi carichi di gesso e argilla. Passi appenninici, valli, emergenze gessose, boschi e sentieri a tratti da mozzare il fiato. Il tutto sospinti da una passione che si è fatta professione. Su queste caratteristiche si snoda il libro che le due guide ambientali ed escursionistiche Sara Cavina (marradese di nascita ma lughese di adozione) e Sara Zanni (milanese di origini ma faentina d’adozione) hanno da pochissimo dato alle stampe. «Da giovedì, in tutte le librerie d’Italia si può acquistare il nostro “La via dei Gessi e dei Calanchi a piedi” (Ediciclo Editore, pp.112, 2021, 14 euro). Si tratta – spiegano le giovani escursioniste di professione – di una vera e propria guida raccontata di un viaggio, di 102 chilometri, che è possibile effettuare da Bologna a Faenza passando per sentieri e vie che si snodano in questa parte di dorsale appenninica emiliano-romagnola. Un viaggio diviso in sette tappe che è stato pensato per incrementare l’eco, a fini conoscitivo-turistici, di un territorio che trova nel gesso e nell’argilla i suoi due cardini ambientali e paesaggistici più forti e identitari. Tappe che guardano alla fruibilità del territorio a 360 gradi. Dal godere del paesaggio all’immersione nell’enogastronomia e nell’ospitalità d numerose strutture presenti».
Un progetto editoriale che è un «Bignami» d’esperienza e di vita camminata, da dove arriva questa idea di mettere nero su bianco questo itinerario?
«Facciamo questo mestiere che è anche una vera e propria passione. Il territorio che raccontiamo nella guida attraversa due aree protette naturali uniche nel loro genere accomunate da un grande filo rosso, anzi bianco, quello del gesso. Ma poi c’è l’Appennino nel suo complesso ci sono le argille, ci sono i boschi e i sentieri e poi ci sono le persone e le attività che li animano. Noi abbiamo voluto raccontare e presentare questo territorio cercando di metterlo a disposizione in tutta la sua potenzialità».
Questo periodo di lockdown e di pandemia che influenze ha avuto nel vostro lavoro e quindi nella fruizione anche dei luoghi che raccontate nel libro?
«Purtroppo il turismo estero è stato completamente azzerato. Le possibilità di crescita nel momento in cui ci si potrà muovere però ci sono tutte. Quello che invece è letteralmente esploso è il turismo di prossimità. Possiamo tranquillamente affermare che i luoghi che presentiamo anche nella guida hanno visto decuplicare la presenza di turisti, escursionisti e curiosi che si possono incontrare. E questo è un bene per tutti».
Entrando più nello specifico dell’area romagnola e faentina. Quali sono le peculiarità che possono colpire un turista amante del trekking?
«La Vena del Gesso rappresenta un unicum che quando ne parliamo al di fuori dei confini locali affascina e suscita grande interesse. Questa emergenza è straordinaria per chi ama la fruizione turistica più lenta e a contatto diretto con la natura. Il percorso che presentiamo, di cui sono possibili scaricare anche le tracce Gps gratuitamente oltre a trovare una cartografia molto dettagliata e di semplice lettura nel libro, si snoda sul 60% lungo sentieri ufficiali e per il restante 40% su percorsi asfaltati ma a bassa densità di traffico, ma soprattutto abbiamo inserito anche le strutture dove è possibile trovare ospitalità e pernottamento per il camminatore affinché lo sforzo della camminata e della passione trovi ristori d’autenticità come questo territorio, e le sue genti, sa offrire». 
Quali sono tre grandi peculiarità colpiscono attraversando la Vena del Gesso?
«Dall’imolese a Borgo Rivola sicuramente l’attraversamento  della Riva di San biagio fino alla chiesetta di San Benedetto di Sasso Letroso, poi, poco più avanti sicuramente il borgo dei Crivellari piccolissimo agglomerato di case, abitate e alcune in ruderi, interamente realizzato di case di gesso. Infine da Monte della Volpe e Monte Mauro il panorama lascia senza fiato con la possibilità di ammirare anche le lontane Prealpi».

Un Museo unico nel suo genere nell'ex Casa Cantoniera
A Borgo Rivola, all’interno dell’ex casa cantoniera, sta per essere ultimato uno dei pochi musei al mondo sul carsismo nei gessi, in particolar modo alle grotte e agli altri fenomeni carsici presenti all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso romagnola. Per quanto riguarda l’allestimento, curato dallo Speleo Gam Mezzano con il supporto della Federazione speleologica regionale dell’Emilia-Romagna, non è una semplice e comune esposizione. Questo è un museo che ha un’anima viva, perché realizzato da chi si occupa da anni della ricerca, studio e divulgazione delle conoscenze con impegno e grande dedizione. Il museo, che entro il 2021 sarà inaugurato e aperto al pubblico,  si è avvalso del prezioso contributo di geologi, carsologi, biologi e geografi delle Università di Modena/Reggio-Emilia, Bologna e Firenze, delle Soprintendenze regionali, del personale tecnico dell’Ente Parco. Esso dispone di sei stanze ricche di contenuti scientifici e culturali notevoli, che possono contribuire a diffondere la giusta conoscenza e a supportare il percorso di candidatura a World Heritage dell’Unesco delle aree carsiche nelle evaporiti della Regione Emilia-Romagna. La struttura si trova in un punto strategico come tappa per i numerosi percorsi escursionistici presenti nel Parco e, trovandosi adiacente alla grotta del Re Tiberio, potrà costituire il punto di partenza per le visite. Oltre al museo, completano le dotazioni del centro visite del Parco un ostello e un piccolo bar/ristoro/libreria, dove sarà possibile avere informazioni, trovare ed acquistare i prodotti delle aziende agricole e agrituristiche convenzionate con il Parco. Ma non finisce qui: sono due gli altri progetti in fase di realizzazione. Il primo è quello della passerella pedonale sul Senio nella località di Borgo Rivola, che andrà a sostituire quella esistente, e il secondo l’implementazione area camper del parcheggio di via Firenze, sotto il centro storico di Riolo Terme.
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