Rimini, omicidio Pierina Paganelli, l'accusato Dassilva: «Sono innocente, ero in casa all'ora del delitto»

Rimini, omicidio di Pierina Paganelli, lunedì 30 è stato il giorno della deposizione dell'accusato Louis Dassilva, in carcere già da tempo, che si è proclamato ancora una volta innocente, "perchè all'ora dell'omicidio ero in casa". Alibi confermato anche dalla moglie di Dassilva sentita in aula alcune settimane fa. Durante il confronto l'accusa ha fatto emergere invece alcuni nuovi elementi. "I tuoi familiari mi rendono matto". E' il testo di un messaggio che Louis Dassilva ha inviato a Manuela Bianchi, la donna con la quale aveva una relazione extraconiugale il 3 settembre 2023, un mese esatto prima dell'omicidio di Pierina Paganelli. Davanti alla Corte d'Assise di Rimini, presieduta dal giudice Fiorella Casadei, è iniziato l'esame dell'imputato Louis Dassilva, che si è sempre detto innocente, accusato di aver ucciso la pensionata nel garage di via del Ciclamino la notte del 3 ottobre 2023. Esame in cui Dassilva, 35enne senegalese detenuto dal 16 luglio del 2024, ha spesso ripetuto "non mi ricordo" anche per quanto riguarda quel preciso messaggio inviato alla nuora di Pierina, Manuela Bianchi. Proprio per quel messaggio, il pm Daniele Paci ha contestato a Dassilva la chat del 3 settembre 2023 con Manuela, in cui il 35enne scriveva alla donna e vicina di casa "Urlavi basta mentre uscivo tutto ok?". Poi quella sera stessa alle 17.30 "i tuoi familiari mi rendono matto". Quando poi Paci ha chiesto cosa intendesse con "matto", Dassilva ha risposto solo dicendo "quello che ho scritto". Una chat importante per la Procura perché in parte dimostrerebbe il movente dell'omicidio della suocera.