Rimini, nasce la Riserva naturale «Bosco di Albereto e Grotta di Pasqua» nel territorio di Montescudo-Monte Colombo

Romagna | 31 Agosto 2026 Cronaca
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La rete delle aree protette dell’Emilia-Romagna si arricchisce di un nuovo tassello. Nel territorio di Montescudo-Monte Colombo, in provincia di Rimini, è stata istituita la Riserva naturale Bosco di Albereto e Grotta di Pasqua», 319 ettari di territorio affidati alla gestione dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità-Romagna. Si amplia e rafforza così la tutela già garantita dall’Area di riequilibrio ecologico Bosco di Albereto, trasformandola in un sistema di protezione più articolato, nel quale convivono emergenze geologiche, ambienti forestali, praterie, calanchi e corsi d’acqua. L’istituzione della Riserva, proposta dal Comune di Montescudo-Monte Colombo in collaborazione con il biologo Lino Casini, storico collaboratore dell’Ente Parchi-Romagna, si è perfezionata nel luglio 2026 con la deliberazione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Il territorio protetto presenta una notevole varietà di ambienti concentrati in un’area relativamente contenuta. Tra gli elementi di maggiore interesse figurano oltre 44 ettari di bosco relitto mesofilo, dove prevalgono roverella e carpino nero, insieme ad ampie aree prative, praterie arbustate, cespuglieti a ginestra, estese formazioni calanchive e una rete di piccoli corsi d’acqua che alimentano il torrente Marano. La Riserva è articolata in due zone, caratterizzate da differenti peculiarità naturalistiche. La Zona 1, di circa sei ettari, coincide con il geosito regionale dei Gessi di Montescudo e comprende l'affioramento gessoso nel quale si sviluppa la Grotta di Pasqua. La cavità, scoperta e censita nel Catasto delle cavità naturali dell’Emilia-Romagna in seguito a una missione speleologica condotta nel giorno di Pasqua del 2015, presenta uno sviluppo articolato su più livelli, con rami laterali, meandri e gallerie in gran parte fossili. Sulle pareti sono riconoscibili i caratteristici solchi prodotti dalla dissoluzione delle acque, insieme a concrezioni calcaree e infiorescenze gessose. Il complesso carsico si trova all’interno di un paesaggio segnato da calanchi e vegetazione in evoluzione naturale, con boschetti e cespuglieti. Dalla piccola valle chiusa posta a monte provengono le acque che alimentano il corso d’acqua che attraversa la cavità. La Zona 2 interessa invece una porzione dell’alta valle del torrente Marano, un ambito caratterizzato da un basso livello di antropizzazione. Qui, nel giro di pochi chilometri quadrati, si concentrano il bosco relitto di Albereto, ampie praterie, aree arbustate e calanchive e gli affluenti di destra orografica del Marano: Rio Budrio, Rio Paradiso e Rio Arvaga, che nascono nelle vicinanze del bosco e attraversano l’area protetta. La nuova Riserva non nasce soltanto con l’obiettivo di conservare ciò che già esiste. Tra le sue finalità figurano infatti anche il possibile incremento della diversità biologica, la riqualificazione del paesaggio, la conservazione degli spazi naturali e seminaturali del paesaggio agrario e la promozione di forme di gestione delle risorse naturali compatibili con gli obiettivi di tutela. Particolare attenzione sarà inoltre riservata alla ricerca scientifica, alla divulgazione e all’educazione ambientale, con l’intento di trasformare la conoscenza del territorio in uno strumento concreto di conservazione. La fruizione sarà incentivata nelle forme compatibili con la tutela degli ambienti, favorendo la conoscenza dei fenomeni naturali e della biodiversità. Un capitolo specifico riguarda la Grotta di Pasqua. La cavità, di interesse geologico e faunistico, custodisce un ambiente particolarmente delicato e ospita anche specie di interesse comunitario, tra cui il geotritone italiano, anfibio tipico degli ambienti appenninici. Proprio la necessità di preservarne gli equilibri ha portato a escludere l’accesso turistico guidato alla grotta. La nascita della Riserva si inserisce inoltre nel più ampio quadro regionale di tutela del patrimonio naturale e contribuisce alla conoscenza organica del territorio collegandosi agli obiettivi di conservazione del sito Patrimonio Mondiale Unesco Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale.  Bosco di Albereto e Grotta di Pasqua diventano così due facce di una stessa geografia: quella di un territorio nel quale il bosco, il gesso, l’acqua, i calanchi e gli ambienti aperti compongono un mosaico naturale di particolare interesse. Una tutela che non si limita dunque a mettere sotto protezione singoli elementi, ma prova a conservare l’insieme delle relazioni ecologiche e paesaggistiche che rendono riconoscibile questa porzione dell’Appennino riminese.
 
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