Ravenna, viola il divieto di avvicinarsi alla ex e la segue fino alla Questura: arrestato

Nella mattinata del 18 agosto un uomo è stato arrestato per aver violato il divieto di avvicinamento alla ex: proprio mentre lei si trovava in Questura per integrare una denuncia già presentata, il bracialetto elettronico che indossava l'uomo ha segnalato che si trovava a poca distanza dalla vittima che, infatti, aveva seguito fin fuori dalla Questura.Tutto è iniziato quando il sistema di controllo elettronico ha segnalato l’ingresso dell’uomo nell’area di esclusione predisposta a protezione della donna. Non si sarebbe trattato di una presenza fugace: secondo quanto riferito dalla Polizia, l’uomo sarebbe rimasto all’interno della zona vietata per un considerevole periodo di tempo.Gli operatori della Sala Operativa hanno quindi contattato immediatamente la donna, che ha riferito di trovarsi in un luogo sicuro, manifestando tuttavia il timore che l’ex compagno fosse riuscito a individuarne la posizione. Poco dopo è arrivato il secondo allarme, questa volta con il massimo grado di urgenza.Mentre la donna si trovava negli uffici della Questura di Ravenna il dispositivo ha segnalato nuovamente la presenza dell’uomo, questa volta a brevissima distanza dalla persona tutelata.Contattata nuovamente dagli operatori, la donna ha raccontato che poco prima, all’esterno della Questura, l’uomo l’aveva avvicinata tentando di instaurare una conversazione. Lei non avrebbe dato alcun riscontro, ma, secondo la ricostruzione della Polizia, lui avrebbe insistito, arrivando a seguirla anche all’interno dell’androne della Questura. Un episodio che ha trovato conferma anche nelle immagini del sistema di videosorveglianza della struttura.A quel punto gli accertamenti hanno portato all’arresto dell’uomo. Informato il pm di turno, è stato quindi sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio con rito direttissimo, fissato per la mattinata del 19 agosto.In questo caso, il sistema ha generato più segnalazioni, consentendo agli operatori di intervenire e di verificare rapidamente la situazione, fino all’ultimo allarme scattato proprio mentre la donna si trovava in Questura.Per la Polizia di Stato, la tempestività della risposta rappresenta «il primo, fondamentale argine alla reiterazione delle condotte», soprattutto nei casi che riguardano la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.