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Ravenna, tantissimi spettacoli in programma tra l’Alighieri, il Rasi, l’Almagià e il Socjale

Romagna | 04 Ottobre 2021 Cultura
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Un programma «ambizioso ma necessario». I curatori di Ravenna Teatro definiscono così l’imponente «Stagione dei teatri 2021/2022», che nel celebrare i trent’anni della sua attività non si limiterà a far ripartire il teatro nel capoluogo dopo l’inverno del Covid, ma punterà ad un rilancio complessivo dell’offerta scenica, in qualche modo testimoniato anche dal nuovo sito web dedicato alle programmazioni. Dopo un lungo periodo nel quale il teatro è stato abitato per lo più dagli artisti, confermando la sua centralità come luogo di produzione della cultura (in questa chiave è nata anche Malagola, la scuola di formazione sulla voce diretta da Ermanna Montanari), ora il teatro riapre finalmente al pubblico. Anzi, ai pubblici, visti il tenore dell’offerta, la varietà delle proposte e delle prospettive, la molteplicità dei cartelloni e la semplice ma abbacinante quantità degli spettacoli previsti.

IN ABBONAMENTO
L’Alighieri, il Rasi e l’Almagià forniranno le scene per Madre, nuovo spettacolo di Ermanna Montanari, con Stefano Ricci e Daniele Roccato, che aprirà la stagione maggiore della prosa a fine novembre con il tragico dittico di un figlio e una madre contadina: lei è caduta in un pozzo, ma confessa di non avere paura, lui si dimena impotente per liberarla. In dicembre, seguirà il Cabaret Yiddish di e con Moni Ovadia, mentre a fine gennaio Carlo Cecchi porterà in scena Dolore sotto chiave / Sik Sik l’artefice magico, poco noti gioielli dell’assurdo dalla penna dell’Eduardo più libero e visionario. In febbraio il quarto spettacolo previsto per tutti gli abbonati sarà il Se questo è un uomo di e con Valter Malosti, seguito a fine febbraio dall’Ottocento di Elena Bucci e Marco Sgrosso. Il pluripremiato Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, tratto dal romanzo di Mark Haddon e portato in scena dal Teatro dell’Elfo andrà in scena a metà marzo, mentre a chiudere l’elenco dei titoli per tutti sarà il nuovo allestimento che Michele Di Mauro e Federica Fracassi hanno elaborato per Le sedie di Eugène Ionesco.
Nella rosa dei titoli opzionabili figurano il «gioco teatrale» Boccascena. Ovvero sulle conseguenze dell’amor teatrale della compagnia Tiresia Banti, con César Brie, il monologo Pianura di e con Marco Belpoliti, con la regia di Marco Martinelli. L’adattamento del Testori di In Exitu di Roberto Latini, il fassbinderiano Le lacrime amare di Petra von Kant portato in scena da Nerval Teatro, il metaforico Viaggio per mare di teatroINfolle, il Requiem per Pinocchio di Teatro Valdoca e Mariangela Gualtieri, con Silvia Calderoni, che ritroveremo in Tutto Brucia, nuovo spettacolo di Motus, che rievoca Euripide in uno scenario post-bellico.

FÈSTA
Fèsta, a cura di E Production e Ravenna Teatro, si svolgerà interamente all’Almagià, con undici spettacoli. Partenza il 28 ottobre con Alessandro Berti, che presenta Black Dick bugie bianche capitolo primo, in cui ripercorre la storia dell’immagine del corpo del maschio nero nelle società bianche, seguito da Roberto Magnani con Siamo tutti cannibali. Sinfonia per l’abisso, tratto dal Moby Dick di Melville, dal caleidoscopico OZ dei Fanny & Alexander e dai Menoventi con Il defunto odiava i pettegolezzi (giallo fantastico sul mistero della morte di Majakovskij). Il 22 e 23 novembre in collaborazione con il Bronson debutterà il «Canto Primo» degli Ovo con il gruppo nanou, in dicembre Elvira Frosini e Daniele Timpano si indagheranno sull’attualità della Rivoluzione francese e a fine anno torneranno Fanny & Alexander con Sylvie e Bruno, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Lewis Carroll, e più tardi con il classico Him. Elio Germano, poi, dal 21 al 23 dicembre sarà ospite dell’Almagià con Segnale d’allarme. La mia battaglia VR, trasposizione in realtà virtuale dello spettacolo La mia battaglia, a cui ogni spettatore assisterà tramite un visore speciale. Marco Cavalcoli sarà in scena il 22 dicembre con il suo Santa Rita and the Spiders from Mars. Variazioni tra David Bowie e Paolo Poli seguito nuovamente dai Fanny & Alexander con il loro Se questo è Levi I Sommersi e i Salvati.

AL SOCJALE
Aperta in questi giorni dal nuovo spettacolo di Luigi Dadina, Mille anni o giù di lì (vedi pagina 26), la stagione teatrale del Socjale di Piangipane (che ne avrà presto anche una musicale, senza contare i recuperi del Centenario) prevede l’arrivo nei venerdì sera di ottobre dell’attrice premio Ubu 2017 Serena Balivo con La buona educazione, e poi Oscar De Summa col monologo L’ultima eredità e infine Alessandro berti con Negri senza memoria. Bugie bianche capitolo secondo, dedicato al rapporto tra italoamericani e afroamericani negli Stati Uniti tra fine ottocento e metà novecento. In novembre toccherà poi ai bolognesi Ateliersi con La mappa del cuore di Lea Melandri, Maurizio Rippa con Piccoli funerali e a fine novembre il Teatro delle Albe con Slot Machine, interpretato da Alessandro Argnani. In dicembre chiuderanno il calendario le Anime Specchianti con Partita aperta, spettacolo dedicato alla piaga del gioco d’azzardo.

STORIE DI RAVENNA
A partire dal 5 dicembre - e ospitate di volta in volta all’Alighieri, al Socjale e al Rasi - torneranno anche le Storie di Ravenna, cinque appuntamenti curati da Alessandro Luparini e Giovanni Gardini e dedicati all’esilio di Dante Alighieri, alle alluvioni che interessarono la città, alle proprietà dei  Rasponi, al turbinoso periodo romagnolo di lord Byron, fino all’epopea tragica di Raoul Gardini.

Info Teatro Alighieri 0544/249244. Teatro Rasi 0544/30227.
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