Ravenna, sequestro Berkan B: sospesi i vertici di Autorità portuale

Romagna | 10 Settembre 2019 Cronaca
Il gip Janos Barlotti, su richiesta della Procura, ha sospeso i vertici di autorità portale, il presidente Daniele Rossi, il segretario generale Paolo Ferrandino e il dirigente tecnico Fabio Maletti nell'ambito dell'indagine per inquinamento ambientale che ha portato al sequestro della Berkan B, motonave inabissatasi in piallassa Piomboni. Il relitto era stato sequestrato d'urgenza il 3 luglio dopo una relazione della Capitaneria di Porto secondo cui c'era un possibile pericolo per le condizioni ambientali. La Procura aveva indagato quattro persone: presidente, segretario generale e dirigente tecnico di Autorità Portuale, che devono rispondere di inquinamento, abuso e omissione di atti d'ufficio, e il proprietario dello scafo per il "solo" reato di inquinamento ambientale. Appresa la notizia della sospensione dei vertici di Autorità portuale, il gruppo Meet up a Riveder le stelle, in una nota, ha invitato il comune a costituirsi parte civile. «Da mesi stiamo segnalando e denunciando la drammatica vicenda in atto nel Porto di Ravenna da ottobre 2017, senza che nessuna delle Istituzioni abbia mai aperto bocca in merito, né tantomeno agito. La soddisfazione è comunque molto misera, perché le denunce e le richieste di intervento urgente che abbiamo effettuato a tutti i livelli, non sono riuscite a fermare il disastro ambientale. Dopo la prua completamente affondata in marzo 2019, anche lo spezzone di poppa, dove sono alloggiati cisterne e motori, è ad un passo dal completo affondamento, e a quel punto nemmeno il minimo contenimento delle panne sarà più efficace: un disastro di proporzioni e durata inimmaginabili per la salute dei cittadini, per il nostro patrimonio ambientale, per la salubrità delle acque, per il Porto stesso. Se non verranno presi provvedimento al più presto, la carcassa affonderà e lì verrà lasciata per sempre. Tra Berkan e “cimitero delle navi”, la Pialassa Piomboni è divenuta a tutti gli effetti una discarica abusiva di materiali tossici e pericolosi, non sappiamo gestita da chi e in base a quali normative. Ravenna non può più permettersi di sacrificare i propri cittadini e l’ambiente, già inquinatissimo, sull’altare della politica, fatta di nomine senza competenza, di indifferenza ed inerzia, di sperpero di denari pubblici e di progetti faraonici, di fatto, irrealizzabili. Perché, oltre la Berkan, le assurde vicende di questi mesi stanno ponendo all’attenzione anche la questione “terminal crociere” ed il progetto di cosiddetto “hub” portuale. Una via crucis che procede da oltre 10 anni, tra grandiose varianti poi abortite - a favore dei soliti noti e presumibilmente illegittime? -, profondità di fondali inverosimili, escavo per oltre 7 chilometri in mare aperto, la famosa “curva” davanti ai Piomboni che renderebbe inutili approfondimenti sovradimensionati, il riciclo dei fanghi mai preso in considerazione e il cui spandimento devasterà ettari ed ettari di paesaggio prossimo alla località turistiche e non ancora cementificato, casse di colmata come discariche e sequestrate, inquinamento e distruzione, da mare e da terra, della Pialassa dei Piomboni. Insomma, il cambio di passo è più che mai urgente, perché il Cipe non è un bancomat e l’ambiente non è una discarica. Italia Nostra, che ha firmato una delle due denunce depositate in febbraio e marzo, valuterà nei prossimi giorni se costituirsi parte civile. Invitiamo le altre associazioni di tutela ambientale, finora silenti, ed il Comune di Ravenna, il cui Sindaco è tutore della salute pubblica e membro del comitato esecutivo del Parco del Delta del Po - Parco che ricomprende le acque, la flora, la fauna e i fondali dei Piomboni - a fare altrettanto».
CONDIVIDI Condividi
Compila questo modulo per scrivere un commento
Nome:
Commento:
Settesere Community
Abbonati
on-line

al settimanale Setteserequi!

SCOPRI COME
Scarica la nostra App!
Scarica la nostra APP
Vai a https://www.legacoopromagna.it
Follow Us
Facebook
Twitter
Youtube
Vai a https://www.ravennarimini.confcooperative.it/
Vai a https://www.teleromagna.it
Logo Settesere
Facebook  Twitter   Youtube
Redazione di Faenza

Corso Mazzini, 52
Tel. +39 0546/20535
E-mail: direttore@settesere.it
Privacy Policy
Redazione di Ravenna

via Cavour, 133
Tel 0544 1880790
E-mail direttore@settesere.it
Pubblicità

Per la pubblicità su SettesereQui e Settesere.it potete rivolgervi a: Media Romagna
Ravenna - tel. 0544/1880790
Faenza - tel. 0546/20535
E-mail: pubblicita@settesere.it

Credits TITANKA! Spa © 2017
Setteserequi è una testata registrata presso il Tribunale di Ravenna al n.457 del 03/10/1964 - Numero iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione:
23201- Direttore responsabile Manuel Poletti - Editore “Media Romagna” cooperativa di giornalisti con sede a Ravenna, via Cavour 133.
La testata fruisce dei contributi diretti editoria L. 198/2016 e d.lgs. 70/2017 (ex L. 250/90).
Contributi incassati


Licenza contenuti Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione