Ravenna, nuova forma per il festival «Ammutinamenti», 40 eventi dedicati alla danza urbana attraversano la città da settembre a novembre

La danza contemporanea torna a Ravenna con le «Variazioni per Ammutinamenti»: il festival di danza urbana e d’autore si estende in questa edizione da settembre a novembre (4-12 settembre; 28 settembre-11 ottobre; 7 novembre), attraverso un programma di circa 40 eventi tra spettacoli, laboratori, pratiche e incontri che accoglie la pluralità di sguardi, visioni e poetiche di 26 artisti e artiste e compagnie nazionali e internazionali e si diffonde in diversi luoghi della città, dalle piazze del centro storico, tra le gallerie d’arte e gli spazi museali, ai parchi e agli spazi naturalistici. «Variazioni per Ammutinamenti 2026» è organizzato e promosso dall’Associazione Cantieri Danza con la direzione artistica di Francesca Serena Casadio e Giulia Melandri ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Ravenna, con il contributo di MiC - Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, ATER Fondazione e Institut Ramon Llull e con il sostegno di Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, del Governo di Spagna – Ministero della Cultura e Red Acieloabierto e del Network Anticorpi XL. Nella sua ventottesima edizione «Ammutinamenti» attraversa una soglia di trasformazione. Il festival quest’anno assume una nuova forma presentandosi come «Variazioni per Ammutinamenti»: un cambio di nome e di segno che apre una nuova fase del suo percorso. «Abbracciare il principio delle variazioni - scrive la direzione artistica - significa, per noi, lavorare a partire da una matrice, attraversandone le ramificazioni, concedendosi deviazioni e slittamenti e accogliendo le tracce che ogni cambiamento lascia nel suo compiersi. La variazione diventa così il pensiero che reinventa il festival, rendendolo materia da rielaborare e azione generativa, processuale e mobile, che entra in relazione con il tempo che attraversa e con le persone che lo abitano. Con questa edizione scegliamo di rendere la trasformazione iniziata già da qualche anno - con la sperimentazione di nuovi formati di incontro, la proposta di pratiche artistiche aperte alla cittadinanza e l’ampliamento dei progetti dedicati alle nuove generazioni - ancora più visibile e concreta, non solo attraverso un nuovo segno grafico e la nuova formulazione del nome, ma anche ampliando il tempo di azione. La programmazione si estende infatti da settembre a novembre per intessere un dialogo continuativo anche con gli istituti scolastici - a partire dall’infanzia fino all’adolescenza - e intrecciare il corso di alta formazione professionale dedicato alle nuove generazioni di autori e autrici». Protagonisti anche in questa edizione i tanti spazi di Ravenna ricchi di storia e memoria, i luoghi di aggregazione e socialità e della creatività contemporanea, quelli immersi nel verde e nella natura e nuovi spazi che si fanno contenitori culturali come: Artificerie Almagià, MAR - Museo d’Arte della Città di Ravenna, Museo Nazionale, Fondazione Sabe per l’Arte, Palazzo di Teodorico, Palazzo Rasponi, Piazza del Popolo, Banchina della Darsena di città, Parco Mani Fiorite, Centro sociale La Quercia, Spazio Z.A.R.A., il Giardino di Anna Pina e Giordano. Ad inaugurare il festival nel cuore della città, in piazza del Popolo, il coreografo e danzatore spagnolo Arnau Pérez, che con la performance «VIBRA!» immagina una danza di coppia del futuro in cui due persone trovano un ritmo comune attraverso il movimento e la vibrazione, nel tentativo di creare un’atmosfera condivisa che connetta le singole individualità (4 settembre, ore 18); a conclusione della performance, pubblico e performer si uniranno in una danza collettiva, in un’atmosfera di connessione e festa di inizio festival. Il ricchissimo programma del festival è disponibile su www.cantieridanza.it.